Pubblicazioni IFOM 2018

Pubblicazioni 2018

Nel 2018 IFOM ha pubblicato 117 articoli di ricerca su riviste scientifiche internazionali, per un impact factor medio pari a 11,098.

 

 

Focus

Tra le pubblicazioni del 2018 segnaliamo:

Una ricerca pubblicata il 26 marzo 2018 sulla rivista scientifica The Journal of Clinical Investigation e condotta dal ricercatore di IFOM Colin Jamora, a capo dell'unità di medicina rigenerativa all'lFOM-inStem Joint Research Laboratory di Bangalore, getta una nuova luce sul ruolo della proteina PAI-1 nello sviluppo delle fibrosi e della sclerodermia, di cui la ricerca ancora ignora molto. La proteina, il cui ruolo è noto nel processo di coagulazione ematica, promuoverebbe l'attivazione di cellule del sistema immunitario a favore della formazione di fibroblasti. La ricerca, condotta con il sostegno finanziario del Governo Indiano, dell’American Cancer Society e del NIH, è stata pubblicata sul Journal of Clinical Investigation e getta le basi conoscitive per ulteriori sviluppi terapeutici in questo ambito.

 

Una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Nature Medicine il 17 settembre 2018 e condotta dal PI Stefano Piccolo ha identificato la proteina BRD4 come responsabile dell’iperattività delle cellule tumorali. Come sempre nella scienza, nuove conquiste si basano su conoscenze precedenti. Il gruppo di Stefano Piccolo era già da anni sulle tracce di due geni molto simili tra loro, YAP e TAZ, abbondantemente attivi in molti tumori che insorgono in diversi organi. Inattivare questi geni non ha conseguenze per il tessuto sano, se non renderlo refrattario allo sviluppo del cancro. Studiando i meccanismi del funzionamento di YAP e TAZ a livello del nucleo, gli studiosi condotti da Piccolo hanno scoperto che YAP e TAZ si associano a un'altra proteina, BRD4, essenziale ai loro effetti “dopanti”. Colpendo BRD4 attraverso dei farmaci sperimentali, il gruppo ha quindi dimostrato come questa strategia possa essere efficace nel combattere il cancro ed in particolare alcune forme resistenti ai farmaci. L'articolo è stato per oltre due settimane al primo posto fra i più letti e la ricerca è stata possibile soprattutto al sostegno di AIRC, in particolare tramite il programma speciale sulla ricerca oncologica del 5 per mille.

 

Uno studio pubblicato il 7 novembre 2018 sulla rivista Science Advances e condotta dal PI Marco Cosentino Lagomarsino con metodi di data science scardina un paradigma ormai sedimentato che vedeva alcuni processi del ciclo cellulare avvenire in modo strettamente sequenziale, rivelando invece una "bolla temporale" di attesa. La bolla temporale non è inutile: il ciclo cellulare opererebbe secondo una modalità assimilabile al just in time delle catene produttive, pertanto l’attesa servirebbe per riallineare diversi processi garantendone il corretto coordinamento. La ricerca, raccontata sulla rivista scientifica Science Advances, segna una svolta nella comprensione dei processi cellulari, che potrebbe in prospettiva contribuire ad indicare nuove vie di indagine per tumori e altre patologie da instabilità genomica. La ricerca è stata possibile soprattutto grazie al sostegno dell’europeo Human Frontiers Science Program.

 

Una ricerca pubblicata il 18 dicembre 2018 su Nature Communications e condotta dal PI Fabrizio d’Adda di Fagagna ha osservato per la prima volta un nuovo aspetto del meccanismo di reclutamento delle proteine BRCA1 e BRCA2 nella riparazione del DNA. Sono le strutture ibride di DNA e RNA che si creano dove il DNA è danneggiato ad attrarre i due fattori, che poi cooperano a riparare il danno stesso. Gli scienziati, oltre ad aver chiarito il meccanismo, stanno individuando una strategia terapeutica per intervenire sulla formazione e funzione di questi ibridi tramite l’utilizzo di molecole antisenso. In questo modo si impedirà la riparazione del DNA esistente, attaccando perciò un punto debole della cellula tumorale. La ricerca è stata sostenuta da AIRC, da FIRC-AIRC e dalla European Research Commission.

 

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