Pier Paolo Di Fiore
Luogo di nascita
Napoli
Data di nascita
11
aprile 1958
Nazionalità
italiana
Laurea
Medicina presso
l’Università di Napoli
Post dottorato
Patologia
e Biologia Molecolare e cellulare presso
l’Università di Napoli
Responsabile:
Pier Paolo Di Fiore
Programma di Ricerca:
determinanti genetici della trasformazione
neoplastica e della progressione tumorale
Il programma Determinanti genetici della trasformazione
neoplastica e della progressione tumorale diretto da Pier
Paolo Di Fiore (Direttore scientifico dell'IFOM) si focalizza
su due linee principali di ricerca.
La prima consiste nello studio dei meccanismi molecolari
di endocitosi (il processo attraverso il quale proteine
e complessi di proteine che sono sulla superficie cellulare
vengono portate all'interno della cellula dove possono "emettere" segnali
importanti per la regolazione della vita della cellula
stessa) e della loro influenza sui meccanismi di formazione
del cancro. Per un approfondimento su questa linea, vedere
la scheda relativa al programma “La monoubiquitinazione
come regolazione funzionale delle proteine”, diretto
da Simona Polo.
La seconda linea, sulla quale ci concentriamo in questa
scheda, è basata sull'utilizzo di tecnologie "high
throughput" e di modelli innovativi, e punta
all'individuazione di processi molecolari coinvolti strettamente
con la formazione del tumore (trasformazione neoplastica)
o con la formazione di metastasi (progressione tumorale)
e alla messa a punto di farmaci in grado di bloccare o
rallentare tali processi.
Presentazione del programma
Con un approccio innovativo e altamente tecnologico, gli
scienziati partono dallo studio di campioni di tessuto umano
per arrivare alla messa a punto di farmaci in grado di bloccare
e addirittura revertire la cancerogenesi. Ecco in sintesi
le fasi della strategia:
•Il gruppo riceve campioni di tessuto umano (da biopsie)
provenienti da: tessuti sani, tumori primari o metastasi.
•I campioni sono sottoposti a screening sistematico
per capire, tessuto per tessuto, quali geni sono attivi e
quali no.
•L'elaborazione dei dati di screening consente
di tracciare dei "ritratti molecolari" delle cellule
studiate e individuare geni o gruppi di geni che, in modo
ricorrente, sono espressi troppo o troppo poco nella condizione
tumorale o metastatica rispetto a quella normale. Questi
gruppi di geni sono le “signature” (in
inglese “firme”).
•Le signature vengono verificate con una serie di
procedure, al termine delle quali, se tutti i passaggi hanno
dato esito positivo, gli scienziati hanno univocamente individuato
un processo molecolare coinvolto nella trasformazione neoplastica
o nella metastatizzazione. Hanno cioè trovato un nuovo
bersaglio contro cui indirizzare farmaci specifici.
•Ora gli scienziati, in collaborazione con l’industria
biotecnologica e farmacologica, mettono a punto i farmaci
specifici da usare sul bersaglio individuato. Se questa fase
ha successo, il farmaco inizia, questa volta fuori dall'IFOM,
il suo iter di sperimentazioni cliniche che lo porteranno
alla fine all'utilizzo sull'uomo.
Particolari strumenti o competenze utilizzate nello programma
Il gruppo si avvale di tecnologie high throughput (in
grado cioè processare un grande numero di campioni
in un tempo molto ridotto) come i DNA microarray,
un sistema che consente di analizzare il livello di espressione
di decine di migliaia di geni contemporaneamente in un tempo
molto ridotto (il livello di espressione di un gene dice
se e quanto quel gene è attivo, cioè se, e
in che misura, il DNA corrispondente a quel gene è trascritto
in RNA successivamente utilizzato dalla cellula per "montare" proteine
o per svolgere funzioni di regolazione).
Molta attenzione è dedicata alle cellule staminali
normali o tumorali (in particolare estratte dalla mammella),
che rappresentano un prospettiva molto interessante e promettente
per la ricerca oncologica odierna.
Possibile impatto su prevenzione o trattamento del cancro
La conoscenza di tutti i meccanismi che portano
una cellula sana a trasformarsi in cellula tumorale
o alla formazione di una metastasi è fondamentale
ai fini di sviluppare nuovi trattamenti contro il cancro.
Gli “ingranaggi” di questi meccanismi (cioè le
molecole in essi coinvolte) sono infatti potenziali
bersagli su cui puntare nuove terapie farmacologiche “intelligenti”,
in grado cioè di agire solo laddove i meccanismi
funzionano male. Per colpire solo le cellule malate
senza aggredire i tessuti sani.
Il gruppo di Di Fiore si spinge poi ancora più avanti:
dopo l’individuazione dei bersagli terapeutici,
gli scienziati collaborano con l’industria biotecnologica
e farmacologica per il successivo sviluppo di nuovi
farmaci specifici da usare sul bersaglio terapeutico
precedentemente individuato. È un passo avanti
per arrivare sempre più vicino al letto del
malato.