Francesco Blasi
Luogo di nascita
Napoli
Data di nascita
19 ottobre 1937
Nazionalità
italiana
Laurea
Medicina, presso l’Università di
Napoli
Dottorato
Patologia
Generale
Attualmente Francesco Blasi è professore di Biologia
Molecolare alla Facoltà di Medicina dell’Università Vita-
Salute H. S. Raffaele di Milano.
Responsabile:
Francesco Blasi
Programma di Ricerca:
meccanismi di trascrizione nello sviluppo
e formazione del tumore
Le cellule sono in grado di muoversi, cioè di “migrare”.
Questa proprietà, fondamentale in tantissimi importanti
processi fisiologici, come lo sviluppo dell’embrione, è purtroppo
coinvolta anche nella formazione delle metastasi. È chiaro
quindi che una conoscenza dettagliata dei meccanismi che regolano
la migrazione possa portare all’identificazione di nuovi
bersagli farmacologici da utilizzare proprio per combattere la
metastatizzazione, che rende spesso micidiali molte forme di tumore.
Un’altro settore importante della biologia molecolare
applicata alla ricerca sul cancro è lo studio della differenziazione
cellulare, in particolare dei processi che regolano la produzione
delle cellule progenitrici ematopoietiche (cioè del sangue)
e la loro successiva ulteriore differenziazione in cellule ematiche
vere e proprie (globuli, bianchi, globuli rossi, piastrine). In
questo caso la ricerca si concentra sull’identificazione
di bersagli terapeutici da impiegare nella lotta alle leucemie
e ai linfomi.
Ed è su questi filoni che si concentra il lavoro del
gruppo di ricerca “Meccanismi di trascrizione nello sviluppo
e formazione del tumore” guidato da francesco Blasi.
Presentazione del programma

The UPA-uPar system
Una proteina speciale, che si chiama UPAR (recettore dell’urochinasi),
coinvolta sia nella migrazione delle cellule, sia nella loro proliferazione.
E una seconda proteina, detta Prep1, nota per il suo ruolo
fondamentale nello sviluppo dell’embrione. Prep1, che appartiene
alla famiglia dei “fattori di trascrizione” (proteine
che intervengono nel processo di lettura ed esecuzione delle “istruzioni” contenute
nel DNA), interviene nella produzione delle cellule del sangue.
Allo studio di queste due proteine è dedicato il gruppo
di di Francesco Blasi. Con risultati molto promettenti.
“UPAR – spiega Blasi – era già nota
per il suo ruolo nella migrazione, quindi è stata da sempre
collegata alle metastasi. Questo aspetto lo abbiamo approfondito
e speriamo di arrivare alla sperimentazione clinica di fase I
in un paio d’anni. In più abbiamo scoperto che UPAR
fa molte cose. Di fatto, è una specie di mediatore, coinvolto
anche nei processi di proliferazione cellulare. I nostri risultati
stanno dimostrando che la proteina interviene direttamente nella
formazione del tumore primario.” UPAR, che agirebbe quindi
come oncogene, è un interessante nuovo potenziale bersaglio
terapeutico.
Anche sul fronte di Prep1, il gruppo di Blasi ha interessanti
novità. “Prep1 – spiega ancora Blasi – sembrerebbe
agire da oncosoppressore. Noi abbiamo dimostrato che Prep1 è essenziale
nella regolazione e produzione delle cellule del sangue.
Particolari strumenti o competenze utilizzate nello programma
Il team di Blasi è un team “ad alta tecnologia”.
Tecniche analitiche, come la spettrometria di massa, utilizzata
per identificare sostanze sconosciute e tracce di sostanze note.
Tecnologie high throughput (in grado cioè di
processare un grande numero di campioni sperimentali in tempi
molto rapidi), come il gene profiling, che permette
di determinare contemporaneamente il livello dell’espressione
di decine di migliaia di geni.
Tecniche avanzate di microscopia,
come la microscopia Time-Lapse, che consente di osservare
l'evoluzione temporale di un fenomeno biologico in vitro.
E, infine, tecniche di biochimica, come la purificazione TAP
(Tandem Affinity Purification), che permette di purificare
un campione in modo rapido rispettandone le caratteristiche originarie
e quindi di identificare nuove proteine interagenti.
Possibile impatto su prevenzione o trattamento del cancro
La conoscenza di tutti i meccanismi che portano una cellula
sana a trasformarsi in cellula tumorale è fondamentale
ai fini di sviluppare nuovi trattamenti contro il cancro. Gli “ingranaggi” di
questi meccanismi (cioè le molecole in essi coinvolte)
sono infatti potenziali bersagli su cui puntare nuove terapie
farmacologiche “intelligenti”, in grado cioè di
agire solo laddove i meccanismi funzionano male. Per colpire
solo le cellule malate senza aggredire i tessuti sani.