Thomas Vaccari
Luogo di nascita
Milano
Data di nascita
25 marzo 1973
Nazionalità
italiana
Laurea
Scienze Biologiche presso l'Università degli Studi di Milano
Dottorato
Biologia Molecolare presso l'EMBL e l'Università di Heidelberg, Germania.
Postdottorato
Biologia Molecolare presso l'Università della California, Berkeley,
USA.
Responsabile:
Thomas Vaccari
Programma di Ricerca:
Regolazione della soppressione tumorale
attraverso l’endocitosi in Drosophila
La corretta digestione della cellula
Un gruppo di geni coinvolti nell’endocitosi, quel processo
vitale tramite cui la cellula si nutre e comunica con il suo ambiente
inglobando e “digerendo” molecole presenti sulla sua superficie o nell’ambiente
esterno, è stato recentemente identificato per avere un ruolo chiave
anche nel difendere l’organismo dall’insorgenza tumorale. È stato infatti
osservato che i geni che controllano questo processo presentano un’inaspettata
proprietà di soppressione tumorale e la loro alterazione favorisce lo
sviluppo di neoplasie.
Il programma di ricerca “Regolazione della soppressione
tumorale attraverso l’endocitosi in Drosophila” condotto da
Thomas Vaccari è dedicato all’indagine dei meccanismi molecolari che
regolano in particolare l’endocitosi nelle cellule epiteliali. Tali
cellule sono quelle che formano i tessuti all’interno dei nostri organi,
e la cui organizzazione e proliferazione deve essere strettamente controllata
per prevenire l’insorgenza di patologie tumorali. I geni endocitici
potrebbero prevenire lo sviluppo del cancro regolando il livello di
molecole importanti per la trasduzione di segnali che governano la comunicazione
tra cellule. Infatti quest'ultima e' critica per il corretto funzionamento
della maggior parte dei tessuti che compongono gli organi ed e‘ frequentemente
alterata in molteplici tipi di cancro.
Drosophila, il moscerino della frutta che costituisce uno dei più importanti
organismi modello nella ricerca biologica e genetica, si è dimostrato
in questo specifico ambito di ricerca il sistema più idoneo per esplorare
come il processo di endocitosi riesca a controllare la crescita dei
tessuti epiteliali.
Usando questo sistema modello, il programma di ricerca condotto da Thomas
Vaccari si prefigge di scoprire come l'endocitosi controlli la trasduzione
di segnali tra cellule, sia sane che tumorali. Ciò permetterà in futuro
di sviluppare farmaci che contrastino l'insorgenza di tumori dovuti
ad alterazioni della comunicazione tra cellule.
Presentazione del programma
L’endocitosi è un processo cellulare che consente alla
cellula di internalizzare molecole presenti sulla sua superficie o elementi
esterni anche di elevato peso molecolare operando una modificazione
della sua membrana cellulare tramite un’introfressione e la creazione
di vescicole che inglobano il materiale e lo trasportano nel citoplasma.
Alcuni recettori molecolari presenti sulla superficie delle cellule
e soggetti ad endocitosi svolgono un ruolo fondamentale anche come mediatori
di un altro processo vitale della cellula: la trasduzione intercellulare
del segnale, ovvero la catena di reazioni che, attraverso la membrana
cellulare, trasmette segnali verso vari bersagli intracellulari, molti
dei quali risultano coinvolti nei processi di controllo della trascrizione
del DNA.
Tuttavia, i meccanismi che permettono all’endocitosi di regolare la
traduzione del segnale sono ancora in gran parte sconosciuti.
La trasduzione del segnale è critica per il corretto
funzionamento della maggior parte dei tessuti che compongono gli organi
ed è frequentemente alterata in molteplici tipi di cancro.
Molti dei tessuti all’interno di organi e dei rivestimenti interni ed
esterni delle superfici corporee (epidermide, apparato respiratorio,
intestino, ecc.) sono organizzati in epiteli formati da successioni
di cellule epiteliali Queste sono strutturate in modo da aderire perfettamente
tra di loro, come a formare una barriera verso l’esterno, rendendo il
tessuto compatto e resistente a traumi. Inoltre, hanno la caratteristica
di essere quiescenti, cioè non si duplicano, ma vengono eventualmente
sostituite in caso di danni irreparabili.
Poiché l’endocitosi espone la membrana delle cellule a delle proteine
fondamentali per gli organi epiteliali che possono essere sia inglobate
che rimosse, nel caso in cui si verificasse un malfunzionamento nell’endocitosi
di cellule epiteliali, tali cellule passerebbero da quiescenti ad iper-proliferanti,
causando insorgenza tumorale.
Attraverso screening genetici e la possibilità di bloccare o attivare
a piacere la funzione di geni e studiarne le conseguenze in diversi
tessuti, il lavoro del team di Vaccari sta arrivando a capire come alcuni
geni coinvolti nel processo di endocitosi e nella trasduzione del segnale
si siano rivelati oncosoppressori.
Focalizzando gli studi su questo, il team ha approfondito il ruolo di
alcuni recettori del segnale come Notch, già noto come oncogene coinvolto
anche nella formazione del tumore mammario, del polmone e della cervice.
Il team ha scoperto come l’attivazione del segnale di Notch dipenda
dall’endocitosi e si sta focalizzando sul meccanismo specifico di regolazione
dell’attivazione endociticasia nel contesto fisiologico che patologico,
cioè di come una sua aberrazione porti al cancro.
Particolari strumenti o competenze utilizzate
nello programma
Grazie a quasi un secolo di studi, la Drosophila si pone
come il migliore sistema di genetica in organismi multicellulari. Infatti,
questo organismo modello ha portato ad individuare, tra gli altri, molti
dei geni che controllano la trasduzione del segnale. Lo stesso Notch
e’ stato individuato originariamente in Drosophila e poi successivamente
identificato anche nei mammiferi. Ora che il genoma e’ stato interamente
sequenziato, rivelando la presenza nel genoma della maggior parte dei
geni legati al cancro nell’uomo, Drosophila sta emergendo come un sistema
eccellente per lo studio dello sviluppo tumorale. A tal proposito in
Drosophila, è possibile inattivare a piacere geni soppressori tumorali
e studiare la trasformazione tumorale che ne risulta usando tecniche
di microscopia e biologia cellulare. Uno dei vantaggi chiave dei moscerini
è che, data la loro economicità d'uso, si può fare anche il contrario:
indurre mutazioni casuali, selezionare quelle che danno trasformazione
tumorale e risalire per via genetica al gene mutato. Così facendo si
possono individuare nuovi geni soppressori tumorali che potrebbero avere
un ruolo ancora sconosciuto nei tumori umani.
Possibile impatto su prevenzione o trattamento del cancro
La biologia dei tumori nell’insetto si sta rivelando
sempre più simile a quella dei mammiferi, aprendo buone prospettive
per il futuro. Potervi applicare ricerca oncologica di base ci aiuterà
a capire quali sono i meccanismi chiave che hanno un collegamento stretto
con la formazione di tumori in modo da avere nuovi target terapeutici
per la cura contro il cancro.
Quindi la prospettiva è di sviluppare in futuro farmaci che contrastino
l'insorgenza di tumori dovuti ad alterazioni della comunicazione tra
cellule.