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IFOM - Istituto FIRC di Oncologia Molecolare
IFOM - Attività anno 2005



Giorgio Scita
Luogo di nascita
Fidenza (Pr)
Data di nascita
9 febbraio 1963
Nazionalità
italiana
Laurea
Scienze Biologiche presso l’Università di Parma
Specialità
Chimica e Tecnologia alimentare presso la stessa Università
Giorgio Scita è anche Professore Associato di Patologia Generale presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Milano

Responsabile:
Giorgio Scita

Programma di Ricerca:
dinamica della regolazione del segnale nella motilità cellulare

La capacità di una cellula di muoversi (cioè di "migrare") è essenziale in svariati ed importanti processi fisiologici e patologici. Nel sistema immunitario, ad esempio, dove le cellule devono essere in grado, una volta ricevuto il segnale d'allarme causato da un danno (infiammazione, ferita), di recarsi sul "luogo dell'incidente" per riparare i tessuti danneggiati. O nello sviluppo dell'embrione, dove le cellule devono spostarsi per posizionarsi laddove dovranno svilupparsi nuovi organi e nuove reti vascolari. Purtroppo la migrazione cellulare è anche uno dei fenomeni implicati nel processo di metastatizzazione, che rende così micidiali molte forme di tumore.


Presentazione del programma

Il gruppo di ricerca diretto da Giorgio Scita, si occupa di analizzare i fenomeni molecolari responsabili della migrazione cellulare. In particolare, Scita e colleghi studiano i meccanismi molecolari che, in risposta agli stimoli esterni alla cellula, controllano lo spostamento cellulare attraverso alterazioni delle struttura del citoscheletro (il citoscheletro è una struttra di filamenti che costituisce una vera e propria impalcatura per la cellula; il rimodellamento dinamico del citoscheletro genera le forze che consentono a una cellula di muoversi).


Filamenti di actina in una cellula
di melanoma in movimento


Particolari strumenti o competenze utilizzate nello programma

Per riuscire a comprendere a fondo i meccanismi biochimici che regolano la motilità cellulare, il gruppo di ricerca di Giorgio Scita utilizza una combinazione di esperimenti di polimerizzazione dell’actina (la molecola del citoscheletro implicata nella motilità cellulare) e tecniche di biochimica cellulare e genetica. Il sistema modello privilegiato dal gruppo sono cellule tumorali e non in cultura ed il nematode C.elegans, molto facile da studiare grazie alla sua semplicità strutturale e genetica e alla rapidità di riproduzione.


Possibile impatto su prevenzione o trattamento del cancro

La conoscenza di tutti i meccanismi che portano una cellula sana a trasformarsi in cellula tumorale è fondamentale ai fini di sviluppare nuovi trattamenti contro il cancro. Gli “ingranaggi” di questi meccanismi (cioè le molecole in essi coinvolte) sono infatti potenziali bersagli su cui puntare nuove terapie farmacologiche “intelligenti”, in grado cioè di agire solo laddove i meccanismi funzionano male. Per colpire solo le cellule malate senza aggredire i tessuti sani.
Le ricerche del gruppo di Scita, in particolare, potrebbero fornire nuovi target terapeutici per bloccare la formazione di metastasi tumorali.