
Giorgio Scita
Responsabile: Giorgio Scita
Programma di Ricerca:
La capacità di una cellula di muoversi (cioè di "migrare") è essenziale in svariati ed importanti processi fisiologici e patologici. Nel sistema immunitario, ad esempio, dove le cellule devono essere in grado, una volta ricevuto il segnale d'allarme causato da un danno (infiammazione, ferita), di recarsi sul "luogo dell'incidente" per riparare i tessuti danneggiati. O nello sviluppo dell'embrione, dove le cellule devono spostarsi per posizionarsi laddove dovranno svilupparsi nuovi organi e nuove reti vascolari. Purtroppo la migrazione cellulare è anche uno dei fenomeni implicati nel processo di metastatizzazione, che rende così micidiali molte forme di tumore.
Presentazione del programma
Il gruppo di ricerca diretto da Giorgio Scita, si occupa di analizzare i fenomeni molecolari responsabili della migrazione cellulare. In particolare, Scita e colleghi studiano i meccanismi molecolari che, in risposta agli stimoli esterni alla cellula, controllano lo spostamento cellulare attraverso alterazioni delle struttura del citoscheletro (il citoscheletro è una struttra di filamenti che costituisce una vera e propria impalcatura per la cellula; il rimodellamento dinamico del citoscheletro genera le forze che consentono a una cellula di muoversi).
Particolari strumenti o competenze utilizzate nello programma

Filamenti di actina in una cellula
di melanoma in movimento
Per riuscire a comprendere a fondo i meccanismi biochimici
che regolano la motilità cellulare, il gruppo di ricerca di Giorgio
Scita utilizza una combinazione di esperimenti di polimerizzazione dell’actina
(la molecola del citoscheletro implicata nella motilità cellulare)
e tecniche di biochimica cellulare e genetica. Il sistema modello privilegiato
dal gruppo sono cellule tumorali e non in cultura ed il nematode C.elegans,
molto facile da studiare grazie alla sua semplicità strutturale
e genetica e alla rapidità di riproduzione.
Possibile impatto su prevenzione o trattamento del cancro
La conoscenza di tutti i meccanismi che portano una cellula
sana a trasformarsi in cellula tumorale è fondamentale ai fini
di sviluppare nuovi trattamenti contro il cancro. Gli “ingranaggi” di
questi meccanismi (cioè le molecole in essi coinvolte) sono infatti
potenziali bersagli su cui puntare nuove terapie farmacologiche “intelligenti”,
in grado cioè di agire solo laddove i meccanismi funzionano male.
Per colpire solo le cellule malate senza aggredire i tessuti sani.
Le ricerche del gruppo di Scita, in particolare, potrebbero fornire nuovi
target terapeutici per bloccare la formazione di metastasi tumorali.
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