Carlo Tacchetti
Luogo di nascita
Napoli
Data di nascita
12 luglio 1957
Nazionalità
italiana
Laurea
Medicina
Specialità in oncologia
Tacchetti è professore ordinario di Anatomia alla
Facoltà di Medicina dell’Università di Genova.
Responsabile:
Carlo Tacchetti
Programma di Ricerca:
Oncologia cellulare e ultrastrutturale
Le proteine sono “macchine molecolari” costruite
seguendo precise istruzioni di montaggio contenute nel DNA. Ma perché
possano svolgere la loro funzione correttamente è anche necessario
che siano collocate nei compartimenti cellulari cui sono destinate.
Anche nei tumori il posizionamento delle proteine gioca un ruolo fondamentale.
Esistono infatti proteine che svolgono naturalmente funzioni di protezione
dal cancro – sono quelle prodotte dai geni "oncosoppressori"
– o che facilitano la formazione di tumori – e queste sono
prodotte dagli "oncogéni".
L'insorgenza del tumore
è legata a uno squilibrio tra i prodotti degli oncosoppressori
e degli oncogéni.
Le proteine degli oncosoppressori e degli oncogéni
possono essere al posto giusto e funzionare male, o, pur essendo perfettamente
operative, possono trovarsi al posto sbagliato, e quindi non essere
in grado di svolgere la propria funzione.
Presentazione del programma

3d di un endosoma
(struttura interna alla cellula)
marcato per visualizzare un
recettore trasportato nella cellula
Sapere in quale area della cellula si trovano esattamente
le proteine.
La ricerca di questa informazione, fondamentale per la
biomedicina, è l’obiettivo del programma IFOM di "Oncologia
cellulare e ultrastrutturale" diretto da Carlo Tacchetti.
Il programma si svolge presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale (DiMeS) dell'Università
degli Studi di Genova (Via De Toni 14, Genova) e afferisce al laboratorio
MicroscoBio (Centro di Ricerca in Microscopia e Spettroscopia correlativa
in Biomedicina e Oncologia ) dell'Università.
Grazie all’impiego di avanzate tecnologie di microscopia elettronica,
il gruppo di Tacchetti svolge due attività di ricerca prevalenti:
- studia in dettaglio la distribuzione ultrastrutturale (cioè
all'interno della struttura delle cellule) delle proteine, nei tessuti
sani e in quelli tumorali;
- sviluppa tecniche di microscopia avanzata con lo scopo di ottenere
risultati sempre più definiti, con una resa temporale più
efficiente.
Particolari strumenti o competenze utilizzate nello programma
Il "fiore all'occhiello" del laboratorio è
un microscopio elettronico – acquistato grazie ai finanziamenti
FIRC – di ultima generazione, che consente agli scienziati di
ottenere ricostruzioni tridimensionali del campione analizzato, con
una risoluzione di pochi milionesimi di millimetro.
Come spiega Tacchetti,
lo strumento permette di “risolvere anche piccoli complessi molecolari.
Fatte le dovute proporzioni, ciò equivale a ingrandire, senza
perdere definizione, l’unghia del pollice fino a 2 milioni di
metri quadri con il solo ingrandimento ottico e anche fino a 8 milioni
di metri quadri con l’ausilio di trasformazioni digitali”.
Il gruppo genovese è già riuscito a identificare segnali
di rischio molto anticipati nell’insorgenza dei tumori, segnali
che possono essere utili nella diagnosi precoce di queste formazioni.
Tacchetti e colleghi utilizzano inoltre la tomografia 3D in microscopia
elettronica, che permette di costruire immagini tridimensionali delle
più piccole strutture cellulari, proteine o parti di proteine
incluse.
Infine il gruppo genovese ha anche sviluppato una nuova tecnica
di microscopia elettronica, che spera di brevettare presto. Si tratta
della microscopia correlativa 3D ad alta resa, per ottenere immagini
sempre più precise e definite.
Possibile impatto su prevenzione o trattamento del cancro
Determinare la posizione delle proteine nelle cellule
sane e confrontarla con quella in cellule tumorali può essere
utile tanto nella diagnosi e prevenzione quanto nella cura dei tumori.
Da una parte le informazioni raccolte dal team di Tacchetti possono
contribuire a identificare segnali di rischio molto precoci per l'insorgenza
del cancro, e quindi fornire strumenti utili per la sua prevenzione.
E le proteine collocate al posto sbagliato rappresentano potenziali
bersagli farmacologici: sapere esattamente dove si trovano può
aiutare a mettere a punto nuovi farmaci, dalla mira sempre più
precisa.