Contro il tumore partendo dai VASI

di Luisa Granziero
Estratto dal notiziario "Fondamentale" Ottobre 2007


Tra i diversi gruppi di lavoro che costituiscono l’IFOM, vi è chi lavora alla ricerca di sostanze in grado di bloccare lo sviluppo di nuovi vasi all’interno del tumore

Dalle Due Torri alla Madonnina

Dalle Due Torri alla Madonnina

Elisabetta Dejana si è laureata in Scienze biologiche all’Università di Bologna. Dal 1978 al 1980 ha lavorato in Canada, all’Università di Hamilton in Ontario. Al suo rientro in Italia è diventata direttore del laboratorio di biologia vascolare all’Istituto di ricerca farmacologica Mario Negri di Milano. Nel 1993 è andata a Grenoble per dirigere un’Unità di ricerca dell’INSERM (l’Istituto nazionale francese per la salute e la ricerca medica). Al rientro in Italia ha contribuito alla fondazione dell’IFOM, Istituto FIRC di Oncologia Molecolare di Milano, creato e finanziato dalla Fondazione Italiana per la Ricerca sul Cancro.

All’attività di ricerca Elisabetta Dejana accompagna anche quella di docente, che svolge come professore ordinario di patologia generale all’Università degli Studi di Milano, quella di consulente per numerose riviste scientifiche e quella di membro del comitato UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura). Non stupisce, quindi, la nomina a Ufficiale dello Stato italiano per meriti scientifici della quale è stata insignita dal precedente presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

Presso l’Istituto FIRC di oncologia molecolare (IFOM) lavorano diversi gruppi di ricercatori provenienti da istituzioni scientifiche di tutto il Paese. Qui Elisabetta Dejana coordina il ‘programma angiogenesi’, un progetto portato avanti con l’Istituto di ricerca farmacologica Mario Negri del capoluogo lombardo.

Far morire di fame il tumore, ecco l’idea ‘semplice’ e geniale intorno alla quale si sviluppa da anni la sua attività di scienziata. Per le sue scoperte è stata insignita, l’11 luglio scorso del ‘Premio Speciale Donna 2007’, assegnato dall’Associazione per lo sviluppo culturale e sociale della città di Pesaro: tra le motivazioni, anche il riconoscimento alla sua natura entusiasta e all’impegno profuso nel difficile mondo della ricerca.

Cos’è l’angiogenesi e cosa ha a che fare con i tumori?

Il termine angiogenesi deriva dall’unione di due parole greche: angeion che significa vaso e genesis che significa nascita. L’ angiogenesi, quindi, è il processo di nascita e di formazione dei vasi. Ogni cellula che compone il corpo umano ha bisogno di ossigeno e di nutrienti per sopravvivere e la fornitura di questi elementi è garantita dal sangue che, attraverso i vasi, raggiunge tutte le zone dell’organismo. L’angiogenesi è un processo indispensabile soprattutto durante lo sviluppo dell’embrione, quando le cellule si moltiplicano e hanno bisogno di nutrimento continuo: i vasi che si formano garantiscono che anche la più piccola parte del corpo abbia il nutrimento e l’ossigeno che gli serve. Purtroppo le cellule dei tumori non fanno eccezione: anch’esse hanno bisogno di sangue per sopravvivere. In pratica, i tumori crescono nell’organismo utilizzando dapprima i vasi sanguigni già presenti nel corpo e poi, quando le loro dimensioni aumentano e i vasi esistenti non sono più sufficienti, producendo sostanze in grado di far nascere nuovi vasi che possano nutrirli adeguatamente.

Inoltre, le cellule tumorali usano i vasi per spostarsi nell’organismo e formare metastasi. I nuovi vasi tumorali, quindi, costituiscono una via di connessione delle cellule tumorali con la circolazione del sangue. Riuscire a bloccare questo meccanismo significa sia bloccare i rifornimenti per le cellule maligne sia ridurre le probabilità di metastasi. Quindi l’idea è proprio quella di far morire di fame, e soffocare, le cellule tumorali. Abbiamo già dimostrato che intervenire sulla formazione di nuovi vasi sanguigni che portano nutrimento al tumore significa impedire allo stesso di crescere e, addirittura, in alcuni casi, farlo scomparire quasi del tutto.

L’angiogenesi è sempre un processo negativo?

Assolutamente no, l’angiogenesi è un processo fondamentale e fisiologico (cioè ‘sano’ e indispensabile per il funzionamento corretto dell’organismo), e non solo per lo sviluppo embrionale: anche durante la vita adulta è importante che continui (basta pensare alla formazione dei vasi nelle pareti dell’utero durante il ciclo mestruale nelle donne o alla riparazione dei vasi necessaria in caso di ferite). L’angiogenesi da colpire è quella dei tumori, quella cioè guidata dalle cellule tumorali che copiano un processo fisiologico e lo trasformano in un processo patologico, cioè dannoso per l’organismo stesso.

In quale modo i risultati delle ricerche sull’angiogenesi possono essere utilizzati nella pratica clinica?

Sono stati identificati molti fattori di crescita prodotti dalle cellule tumorali che causano angiogenesi. Come conseguenza è stato possibile sviluppare sostanze in grado di bloccare direttamente il fattore di crescita o i meccanismi d’azione dello stesso. Questi farmaci sono ancora in gran parte sperimentali e molti di loro necessitano di altri studi prima di poter essere utilizzati nella pratica clinica. Al momento, queste terapie non sono risolutive da sole, ma devono essere combinate ad altre più tradizionali come la chemioterapia o la radioterapia. Certamente, però, si tratta di pallottole in più a disposizione nella lotta contro i tumori.

Come si lavora in un centro come l’IFOM, dove convivono scienziati di diversa estrazione, ciascuno dei quali si occupa di un aspetto specifico della lotta ai tumori?

Direi che si lavora bene. È importante poter stare a contatto con persone di diversa provenienza (intendendo con ciò scienziati che vengono da diverse istituzioni italiane ma anche da diversi Paesi): è una modalità che consente scambi intellettuali proficui.

L’IFOM è l’Istituto di oncologia molecolare della Fondazione italiana per la ricerca sul cancro e può continuare a crescere nella sua attività scientifica d’avanguardia grazie a quanti sostengono concretamente la Fondazione. Scopri come puoi contribuire anche tu senza versare denaro. Grazie!
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