di Francesca Noceti
Estratto dal notiziario "Fondamentale" Ottobre 2006
Il profilo del vincitore

Andrea Disanza è nato a Milano il 9 agosto 1974. Nel 2001,
dopo la laurea in Scienze Biologiche conseguita presso
l’Università degli Studi di Milano, ha iniziato il dottorato
di
ricerca presso l’Istituto europeo di oncologia, sotto la guida
di Pier Paolo Di Fiore. Con la nascita dell’IFOM, Disanza si è
trasferito nei laboratori di Via Adamello, dove ha continuato il
lavoro avviato allo IEO, prima con Di Fiore e successivamente
nel gruppo diretto da Giorgio Scita (Programma di ricerca
“Dinamica della regolazione del segnale nella motilità
cellulare”). Durante il periodo di dottorato, che Disanza
completerà quest’anno con la discussione della tesi, il
giovane scienziato ha anche trascorso un periodo all’estero,
nei laboratori del CNRS (Centre National de la Recherche
Scientifique) di Gif-sur-Yvette (Francia).
E poi? “Per il futuro” dice “non ho ancora fatto progetti
particolari. L’unica cosa di cui sono certo è che continuerò a
fare questo lavoro, e cercherò di farlo sempre meglio. Potrei
andare ancora all’estero, dipenderà dalle opportunità che
mi
si presenteranno. Certo, se ce ne fosse la possibilità, mi
piacerebbe restare qui, perché l’IFOM è, secondo me,
una
delle migliori realtà scientifiche in Italia e in Europa in questo
settore.”
Trentadue anni appena compiuti, biologo, ricercatore all’IFOM, Andrea Disanza studia il movimento delle cellule, o meglio (per usare una terminologia scientifica più corretta), la ‘dinamica della motilità cellulare’, un settore della ricerca fondamentale per la comprensione dei fenomeni coinvolti nella formazione delle metastasi tumorali. Per il suo lavoro innovativo in questo settore si è aggiudicato l’edizione 2005 del Premio nazionale ‘Cecilia Cioffrese’ indetto dalla Fondazione Carlo Erba.
Tra le motivazioni del Premio, che ogni anno è assegnato a un giovane scienziato italiano impegnato nella ricerca sul cancro o sulle malattie virali, l’eccellente curriculum con pubblicazioni di altissimo livello (numerosi articoli su Nature Cell Biology) e il lavoro di ricerca su un argomento ‘di frontiera’, dalle grandi potenzialità per la messa a punto di terapie farmacologiche anticancro. La cerimonia di premiazione si è svolta il 12 maggio scorso presso l’Istituto nazionale tumori di Milano.
“È davvero gratificante” ha detto Disanza il giorno della premiazione “veder riconosciuto il valore del proprio lavoro. E credo che il merito più grande di premi come questo sia rappresentato dalla visibilità che offre a noi giovani, permettendoci un confronto più ampio con il pubblico e con la comunità scientifica”.
Il Premio ‘Cecilia Cioffrese’, istituito nel 1988, è riservato a giovani ricercatori italiani laureati in medicina e chirurgia, scienze biologiche, farmacia, chimica e tecnologia farmaceutiche, chimica e altre discipline biomediche: una strategia lungimirante, che punta a migliorare la qualità della scienza italiana e a garantirne la competitività a livello internazionale. “Il Premio” è il commento del presidente della Fondazione Carlo Erba Renzo Mattiussi “è molto ambito e i vincitori sono sempre di altissimo livello nel campo della ricerca. È motivo di grande soddisfazione sapere che molti dei premiati ora occupano posti di rilievo nel mondo della ricerca scientifica italiana. Vorrei anche segnalare che è il secondo anno di seguito che il premio viene assegnato ad un ricercatore dell’IFOM”. Ai premiati viene assegnato un premio personale in denaro pari a 10 mila euro.
CELLULE MIGRANTI
All’IFOM Disanza si occupa dello studio dei fenomeni molecolari responsabili della migrazione cellulare. Quei fenomeni che, in risposta agli stimoli esterni alla cellula, controllano lo spostamento cellulare attraverso alterazioni delle struttura del citoscheletro (il citoscheletro è una struttura di filamenti, in pratica una sorta di ‘impalcatura’ della cellula).
Proprio il ‘rimodellamento dinamico’ del citoscheletro, cioè la sua capacità di cambiare forma continuamente, genera le forze che consentono a una cellula di muoversi (cioè, appunto, di ‘migrare’), una capacità essenziale in molti importanti processi fisiologici. Nel sistema immunitario, ad esempio, dove le cellule devono essere in grado, una volta ricevuto il segnale d’allarme causato da un danno (infiammazione, ferita), di recarsi sul ‘luogo dell'incidente’ per riparare i tessuti danneggiati. O nello sviluppo dell’embrione, dove le cellule devono spostarsi per posizionarsi laddove dovranno svilupparsi nuovi organi e nuove reti vascolari. In particolare, Disanza ha concentrato la sua attenzione su una delle molecole coinvolte nella migrazione, la proteina Eps8. “Questa proteina” spiega il giovane scienziato “appartiene alla famiglia delle cosiddette ‘capping protein’, in italiano si potrebbe dire ‘proteine cappuccio’, che controllano, attraverso una serie di complessi processi, l’avanzamento dei filamenti che costituiscono il citoscheletro. Per essere precisi, si tratta di un ingegnoso meccanismo che, mentre aggiunge un pezzetto a un’estremità di ogni filamento, ne sottrae uno dall’estremità opposta. Il risultato è che tutto il filamento, e quindi il citoscheletro, si sposta lungo la direzione di accrescimento.”
Il lavoro di Disanza porta un importante contributo alla ricerca sui tumori. La migrazione cellulare, infatti, è anche uno dei fenomeni implicati nel processo di metastatizzazione che rende così gravi molte forme di cancro. Chiarire i meccanismi molecolari che regolano la migrazione può dunque contribuire significativamente a quel tipo di ricerca, detta traslazionale, mirata all’identificazione di bersagli terapeutici da prendere di mira con farmaci specifici. “Il gene Eps8” aggiunge Disanza “è espresso in misura eccessiva in alcuni tipi di tumori del colon, della mammella e dell’ovaio ad alto potenziale metastatico. È quindi un candidato molto interessante per rappresentare un nuovo bersaglio terapeutico, anche perché, tra le sue molteplici funzioni, c’è anche la proprietà di ‘modulare’ la direzione di accrescimento dei filamenti, e quindi in definitiva di stabilire la direzione di migrazione della cellula”.