A Sara, giovane ricercatrice IFOM, il prestigioso
premio Upstate Young Cell Signaller 2004 Award. Questo riconoscimento
internazionale premia i giovani ricercatori agli inizi per motivarli
alla carriera.

Sara Sigismund il giorno
della premiazione.
Selezionata tra 120 candidati Sara Sigismund, 29enne
ricercatrice dell’IFOM, ha ricevuto il prestigioso premio
internazionale “Upstate Young Cell Signaller 2004 Award”,
dedicato a dottorandi o giovani ricercatori al primo impiego post-dottorato.
Tra le motivazioni del premio l’eccellente curriculum con
pubblicazioni di altissimo livello (articoli su Nature e su Nature
Cell Biology) e il lavoro di ricerca
su un argomento “di frontiera”, dalle grandi potenzialità per
la messa a punto di terapie farmacologiche anticancro. Sigismund
ha ricevuto un trofeo, un finanziamento di 14 mila euro e un premio
personale di 7 mila euro. La selezione è stata fatta su
candidati provenienti da tutto il mondo. «Sara Sigismund», è il
commento di Jim Heffernan, Managing Director di Upstate per l’Europa, «ha
vinto su un gruppo di finalisti d’alto livello. Il suo lavoro è stato
giudicato da una commissione di scienziati di fama internazionale
presieduta dal professor Philip Cohen della Royal Society Research».
Dietro il sorriso timido di Sara fa capolino la
grande - e meritata - gioia di aver ricevuto in riconoscimento
così importante: «Sono molto felice e lusingata, anche
perché questo premio fa conoscere il mio lavoro nei laboratori
più prestigiosi del mondo».
Nata a Chiavari (Genova) il 9 dicembre 1974, Sara
Sigismund ha studiato a Milano, dove, dopo aver frequentato il
liceo classico, si è laureata a pieni voti in Scienze Biologiche.
Nel 1999 ha iniziato a frequentare, prima come tirocinante e poi
come dottoranda, i laboratori di ricerca dell’Istituto Europeo
di Oncologia (IEO).

La ricercatrice al lavoro nel suo
laboratorio.
Oggi Sara fa parte del gruppo di ricerca IFOM che,
sotto la guida del direttore scientifico Pier Paolo Di Fiore, studia
i meccanismi di “trasduzione dei segnali intracellulari” nelle
cellule normali e in quelle tumorali. I “segnali intracellulari” partono
dall’involucro di una cellula in risposta a stimoli esterni
e raggiungono il nucleo, dove regolano i processi vitali della cellula.
Tra questi processi vitali c’è la proliferazione cellulare,
uno dei meccanismi che vanno “fuori controllo” nei tumori.
E proprio sui segnali regolatori della proliferazione si è concentrato
il lavoro di Sigismund, con l’obiettivo di identificare un
nuovo “bersaglio farmacologico” per la cura del cancro. «Il
finanziamento ottenuto con questo premio», continua la ricercatrice, «mi
consentirà di proseguire su questa linea di ricerca, oggi
ritenuta altamente innovativa».
All’IFOM, la notizia del premio ha naturalmente
suscitato grande entusiasmo. E il più entusiasta di tutti è Pier
Paolo Di Fiore: «Il premio a Sara», ha detto Di Fiore, «mi
rende felice in più di una maniera. Mi rende felice come
scienziato, perché vedo che le nostre idee e i nostri sforzi
si traducono poi in scoperte importanti e meritevoli. Mi rende
felice come membro dell’IFOM, per la soddisfazione, giustificata,
di lavorare in un’istituzione già così prestigiosa
e riconosciuta internazionalmente. E mi rende oltremodo felice
come direttore scientifico dell’IFOM perché vedo che
stanno funzionando i nostri piani di garantire, in Italia, un ambiente
di lavoro competitivo a livello internazionale. Sara ha svolto
tutta la sua carriera in Italia e oggi questo viene premiato e
riconosciuto a livello internazionale.
Ci conferma che la “cura” migliore alla “fuga
dei cervelli” è la prevenzione: semplicemente creare
condizioni che non li obblighino ad andar via».