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5 x mille alla ricerca


Notizie da FIRC
IFOM
Estratto dal notiziario "Fondamentale" Giugno 2007

Un grande centro di ricerca al servizio di tutta l’ITALIA

di Livia Romano
Nasce a Milano il più grande polo di ricerca oncologica in Europa. Una condivisione di spazi, ma anche di intenti
Il Campus IFOM-IEO in cifre
  • 24.000 metri quadri
  • 12.000 metri quadri di laboratori
  • 600 postazioni di ricerca disponibili
  • 9 Km di fibre ottiche
  • 3.800 prese di rete
  • 18 milioni di euro investiti in strumentazione di routine
  • 15 milioni di euro investiti in piattaforme tecnologiche in genomica
  • 467 persone di cui 401 ricercatori

Il più grande polo di ricerca oncologica in Europa è stato inaugurato a Milano il 16 aprile scorso: è il Campus IFOM-IEO, risultato del trasferimento, in un’area adiacente all’Istituto FIRC di oncologia molecolare (IFOM), di una gran parte del personale e delle attività di ricerca dell’Istituto europeo di oncologia (IEO), con l’obiettivo di costituire un vero e proprio Campus ‘all’americana’, ovvero un luogo dove ricercatori di diversa provenienza possano scambiarsi informazioni e collaborare per ottenere i massimi risultati.

“Il Campus IFOM-IEO rappresenta una grande opportunità, in quanto aumenta la massa critica delle risorse disponibili in modo sinergico, riducendo i costi della ricerca e aumentandone la qualità scientifica” ha detto Piero Sierra, presidente di AIRC, alla cerimonia di inaugurazione. “Inoltre costituisce una grande opportunità di sviluppo per il programma di medicina molecolare che porterà sempre più frequentemente e in fretta i risultati al letto del paziente. Se, come penso, la formula avrà successo, costituirà un importante precedente per la gestione efficiente della ricerca in Italia”.

 TANTE ISTITUZIONI PER UN SOLO CAMPUS

L’IFOM è nato nel 1998 per fornire un luogo fisico di collaborazione e aggregazione per scienziati provenienti da realtà diverse: e infatti ne fanno già parte ricercatori affiliati all’IEO stesso, all’Università di Milano, all’Istituto tumori di Milano (INT), all’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, al Parco biomedico San Raffaele, all’Università di Genova e all’Istituto per la ricerca sul cancro di Candiolo (Torino).

“Il trasferimento del gruppo di ricerca dell’IEO nel Campus è il risultato di una visione comune delle due istituzioni e della lungimiranza della FIRC e di Giuseppe Della Porta, attuale presidente di IFOM, che quasi dieci anni fa ne ha fortemente voluto e orientato la nascita” ha spiegato Pier Giuseppe Pelicci, coordinatore della ricerca presso l’IEO. “Solo così possiamo sperare di ottenere grandi risultati in alcuni campi importanti della ricerca, come la genomica, che consente di identificare bersagli per futuri farmaci intelligenti, e le cellule staminali tumorali, sulle quali il Campus è all’avanguardia, non solo per l’Italia”.

Creare grandi poli di ricerca è una tendenza comune a tutto il mondo sviluppato: è l’unico modo per affrontare i costi di questa attività concedendo, allo stesso tempo, ai ricercatori, di disporre delle tecnologie più avanzate, costose (come ben sa la FIRC, che dal 1998 a oggi ha finanziato l’IFOM con oltre 80 milioni di euro) ma efficaci nel produrre rapidamente risultati.

“Grazie a questa convivenza potremo condividere, per esempio, le piattaforme oncologiche computerizzate, alcuni laboratori e diversi servizi tecnologici” spiega ancora Pelicci. Il programma è ancora più ambizioso, ha raccontato Pier Paolo Di Fiore, direttore scientifico di IFOM: “La ricerca deve imparare a finanziarsi da sé, anche se non potrà mai fare a meno del contributo dello Stato e di quello delle charities come AIRC e FIRC. Per questo il Campus IFOM-IEO ospiterà anche un consorzio tecnologico, la cui funzione sarà quella di ‘inventare’ nuove tecnologie per la ricerca e poi metterle a disposizione non solo dei ricercatori interni, ma anche di quelli esterni, le cui istituzioni possono trovare conveniente pagare per servizi che non potrebbero sostenere da sole”.

 AL SERVIZIO DEL PAZIENTE

L’innovazione tecnologica non serve solo alla ricerca di base, ma anche ai pazienti, perché consente, per esempio, un rapido accesso a test diagnostici. “Presso il Campus IFOM-IEO in collaborazione con l’INT abbiamo già messo a punto una tecnica che ci consentirebbe di fare rapidamente (in due-tre giorni) e con costi molto ridotti i test genetici per la predisposizione ai tumori della mammella e del colon” spiega ancora Di Fiore. “Questo significa che, mentre oggi questi test vengono eseguiti anche in Italia in diversi centri ma con attese di mesi e con costi molto alti, noi potremmo farli in poco tempo con costi ridotti per tutta l’Italia”.

La diffusione di questa tecnologia è bloccata da questioni burocratiche, perché il Sistema sanitario nazionale non è convenzionato con il Campus e, soprattutto, non prevede una modalità di rimborso apposita. “Sarebbe però giusto ottenere questo riconoscimento dalle istituzioni” ha continuato Di Fiore “perché molte persone, in Italia, si sottopongono a test non sufficientemente accurati presso centri privati, pagando di tasca propria”.

La forza del Campus sta anche nella possibilità di usufruire della struttura ospedaliera dell’IEO e del suo Programma di medicina molecolare, per facilitare il passaggio delle scoperte dal laboratorio al letto del paziente, come ha ricordato Umberto Veronesi, direttore scientifico dell’IEO: “È necessario testare le nuove scoperte, ma bisogna farlo, senza aspettare troppo tempo. Questo è il compito della medicina molecolare, e presso il Campus questa interazione tra ricerca e cura dovrebbe essere rafforzata. Non solo: l’IFOM ha già ottenuto risultati eccellenti in alcuni ambiti, come per esempio quello delle staminali tumorali, che presto potrebbero essere a disposizione dei pazienti”.

 SPAZIO ALLA FORMAZIONE

Il nuovo Campus non si limiterà a fare ricerca, anche se questo è e resterà il suo obiettivo principale: “Un’istituzione scientifica deve fare anche formazione” spiega Di Fiore. “Per questo noi ospitiamo i dottorati di ricerca della Scuola europea di medicina molecolare (SEMM) e, in collaborazione con l’Università di Milano, abbiamo varato il dottorato in bioetica. Si tratta di corsi molto ambiti, che attraggono studenti anche dall’estero. Il Campus dovrà fare anche questo: rendere disponibile, per gli scienziati stranieri, un ambiente stimolante e all’avanguardia, presso il quale diventi importante recarsi per un certo periodo della propria vita di ricercatore. La scienza, infatti, non può essere fatta al chiuso: non si può essere scienziati di un solo Paese né di una sola istituzione. La scienza è apertura, condivisione: iniziamo a condividere i nostri spazi con l’IEO per poi condividere le nostre idee con il resto del mondo”.

L’IFOM è l’Istituto di oncologia molecolare della Fondazione italiana per la ricerca sul cancro e può continuare a crescere nella sua attività scientifica d’avanguardia grazie a quanti sostengono concretamente la Fondazione. Scopri come puoi contribuire anche tu senza versare denaro. Grazie!