Malattia rara ma tumori FREQUENTI

a cura della redazione
Estratto dal notiziario "Fondamentale" Ottobre 2009


Studiando un gene coinvolto nella riparazione del DNA si sono scoperti alcuni importanti meccanismi di formazione dei tumori

Latassia-telangiectasia (AT) è una malattia ereditaria rara che provoca la degenerazione della corteccia del cervelletto e di alcune vie nervose, oltre ad alterazioni del sistema immunitario e predisposizione a sviluppare leucemie e linfomi, ma anche altri tumori, come il carcinoma gastrico.

Il gene che la causa è presente nel 2 per cento circa della popolazione, ma la malattia si manifesta, a seconda dei Paesi, in un bambino ogni 50-100.000 nati. Ora una ricerca condotta dall’IFOM (Istituto FIRC di oncologia molecolare) in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, ha permesso di scoprire i meccanismi di formazione del tumore in questi pazienti.

Lo studio, condotto da Marco Foiani, direttore scientifico di IFOM e professore di biologia molecolare dell’Università degli Studi di Milano, è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Cell e ha meritato anche la copertina.

RIPARATORI NATURALI

Le cellule del nostro corpo sono continuamente soggette a rotture del DNA, ma alcuni geni innescano un meccanismo di riparazione: uno di questi è ATM. In sua assenza aumenta anche il rischio di formazione di neoplasie. Tra le varie funzioni, ATM ha anche quella di regolare p53, il più noto gene oncosoppressore (cioè capace di impedire la trasformazione maligna). Negli individui colpiti da atassia-telangiectasia, la mutazione del gene ATM compromette i meccanismi che presiedono alla riparazione dei danni al DNA, e quindi li espone all’insorgenza di tumori (da 100 a 1.000 volte di più).

I pazienti che possiedono una sola copia del gene mutato (che sono, cioè, eterozigoti) sono ‘portatori sani’, cioè non manifestano alcun sintomo, ma sono più esposti all’insorgenza di tumori (rischio di tumore della mammella 2-3 volte superiore alla norma, fino a 8 volte per i fumatori). Fino a oggi, però, non era chiaro come avvenisse il processo degenerativo.

OSSERVAZIONE DIRETTA

Lo studio è riuscito ad analizzare in maniera approfondita come la cellula reagisce all’assenza delle proteine riparatrici attivate dal gene ATM. “Quando ATM, o le proteine da essa regolate, non funzionano” spiega Foiani “il DNA non è più in grado di riparare le rotture, scatenando la formazione di neoplasie”. Per arrivare a questa osservazione è stato fondamentale il particolare approccio sperimentale utilizzato: “Siamo riusciti ad analizzare una singola rottura del DNA stabilendo un punto e un momento preciso in cui indurla, per poi osservare fisicamente i meccanismi di riparazione durante la replicazione dei cromosomi, la fase più delicata” spiega Ylli Doksani, primo autore della scoperta.

Le ricadute sono promettenti: oltre a mettere a punto test genetici per i casi in cui sia presente familiarità per l’atassia, l’obiettivo sarà di sviluppare cure personalizzate. La somministrazione dei comuni chemioterapici a soggetti eterozigoti per ATM, per esempio, può sortire l’effetto opposto a quello desiderato: lo stress indotto dai farmaci potrebbe rivelarsi dannoso.

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