Una ricerca svolta presso il Campus IFOM-IEO spiega l’origine della crescita geometrica dei tumori
Da alcuni anni si sa che se il cancro è in grado di crescere rapidamente e di dare origine a metastasi a distanza è perché tra le sue cellule ve ne sono alcune con proprietà staminali, cioè in grado di fungere da serbatoio per la produzione di cellule maligne. Conoscere le caratteristiche biologiche delle cellule staminali è necessario per poterle eliminare.
Ora uno studio coordinato da Pier Giuseppe Pelicci, direttore dell’oncologia molecolare dell’IEO di Milano, condotto in collaborazione con IFOM, ha chiarito il modo con il quale le cellule staminali del cancro si moltiplicano. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Cell.
“Negli ultimi 20 anni si è scoperto moltissimo su come si dividono e si moltiplicano le cellule staminali tumorali e le cellule staminali sane. Solo da qualche tempo si è capito che le staminali tumorali non sono cellule uguali alle altre e quindi che dobbiamo analizzarne le caratteristiche anche per quanto riguarda aspetti di base della biologia cellulare, sui quali abbiamo apparentemente sufficienti conoscenze” dice Pelicci.
DUE CELLULE UGUALI
Osservando le cellule staminali prelevate da tessuti tumorali in laboratorio, i ricercatori milanesi hanno fatto una scoperta sorprendente e inattesa: mentre le cellule staminali sane si dividono in modo asimmetrico, le cellule staminali tumorali si dividono simmetricamente.
In sostanza, quando una normale cellula staminale si duplica, dà origine a due cellule diverse fra loro (divisione asimmetrica): una rimane staminale, l’altra si specializza e dà origine, a sua volta, a tutte le cellule di quel tessuto. In questo modo, il numero delle cellule staminali rimane costante, e il tessuto si rigenera continuamente. Al contrario, la cellula staminale del cancro si duplica in maniera simmetrica, dando origine a due cellule staminali, ciascuna capace di formare tessuto tumorale.
In questa maniera il numero di cellule staminali aumenta progressivamente, e di conseguenza il tumore si espande in maniera geometrica. Anche le cellule staminali normali possono dividersi in maniera simmetrica. Lo fanno però molto raramente, e solo quando devono riparare un tessuto danneggiato. Le cellule staminali del cancro, invece, lo fanno spesso, anche quando non serve.
COLPA DI P53
Il gruppo di Pelicci si è spinto oltre, per cercare di comprendere le basi molecolari di questo fenomeno. L’armonia dei tessuti è infatti garantita da un particolare gene, chiamato p53, che impone alle cellule staminali normali di dividersi in maniera asimmetrica.
È quindi la mutazione di p53 – un gene che ha un ruolo fondamentale in moltissimi tumori e che è da tempo studiato dagli oncologi molecolari nella speranza di poter individuare farmaci in grado di interferire col suo funzionamento quando alterato – a indurre nelle cellule staminali la perdita delle istruzioni per la divisione asimmetrica.