di Livia Romano
Estratto dal notiziario "Fondamentale" Giugno 2007
Giovanni Boniolo
Da questo mese di gennaio Milano ospita un dottorato di ricerca assolutamente innovativo e unico sia per l’Italia sia per l’Europa: un corso di studi avanzato a cavallo tra scienza e filosofia. Il nome del nuovo percorso di perfezionamento è già di per sé significativo: “Foundations of life sciences and their ethical consequences” (Scienze della vita: fondamenti ed etica). Il dottorato è organizzato dall’Università degli studi di Milano in collaborazione con la Scuola europea di medicina molecolare (SEMM) e ospitato presso il campus IFOM-IEO. Il tutto nasce da un’idea di Giovanni Boniolo, ordinario di Logica e Filosofia della scienza presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Padova, e di Pier Paolo di Fiore, direttore scientifico dell’IFOM.
Professor Boniolo, come è nata l’idea di questo dottorato e che tipo di impostazione avrà?
In realtà l’idea è nata in maniera piuttosto casuale, da una chiacchierata fatta con Pier Paolo di Fiore. Abbiamo pensato che sia in Italia sia all’estero non era ancora stato tentato in ambito accademico un esperimento che permettesse l’incontro e il dialogo tra due discipline come filosofia e scienza, trattate sin qui sempre separatamente.
Il corso di studi avrà la durata di quattro anni e si svolgerà interamente in inglese, data la connotazione internazionale del progetto. I partecipanti infatti non saranno solo italiani ma anche studenti europei e d’oltreoceano. La selezione è stata molto dura. Abbiamo ricevuto 34 domande e la cosa curiosa è che le richieste degli stranieri sono state superiori a quelle degli italiani: 21 contro 13. Per accedere erano necessarie la compilazione di un questionario, due lettere di referenze, la presentazione di curriculum con titoli e una lettera motivazionale. Tra queste 34 domande sono stati selezionati i primi 10 candidati che hanno poi sostenuto un colloquio. Al termine di questo percorso sono stati scelti i quattro studenti che beneficeranno di una borsa di studio pari a 17 mila euro l’anno. I primi due anni del corso alterneranno lezioni teoriche alla pratica in laboratorio (con possibilità di far ricerca all’interno dell’IFOM). Gli ultimi due anni saranno invece di preparazione alla tesi.
È previsto anche un soggiorno all’estero?
Certamente sì, direi in modo obbligatorio. Il terzo anno del percorso di studi sarà infatti impostato in modo da permettere l’inserimento degli studenti in una struttura scientifica internazionale.
E i possibili sbocchi professionali?
Prima di tutto uno studente, per potersi addottorare, dovrà presentare, oltre alla normale tesi, una pubblicazione scientifica di livello internazionale, pur non essendo l’obiettivo di questo dottorato quello di creare degli scienziati, ma di formare una nuova figura professionale che sappia di filosofia, scienza, etica e biologia molecolare. Un professionista di altissimo livello che possa lavorare in ambito accademico, o per istituzioni italiane ed europee di alto profilo, come per esempio i Comitati di bioetica. Voglio sottolineare l’importanza di creare questa testa di ponte fra scienza e filosofia, e quindi la voglia di dare una forte scossa all’ambiente accademico italiano. Questo progetto vuole infatti promuovere e sviluppare un’applicazione del sapere in campo biomedico e della biologia molecolare e formare persone che si battano a favore dei diritti del malato perché finalmente competenti.
Come è stato accolto in prima battuta il vostro progetto?
A questo proposito voglio ringraziare l’Università di Milano che ha accolto da subito con grande coraggio ed entusiasmo la nostra iniziativa, esercitando un ruolo quasi materno e decidendo di abbattere per prima la forte barriera tra etica e scienza. Voglio sottolineare inoltre l’attiva partecipazione e collaborazione dei presidi di Medicina e di Lettere, del Rettorato e l’assoluta apertura manifestata da IFOM e IEO all’ambito umanista. È importante, infatti, che un’istituzione nata per fare scienza, e in particolare per fare ricerca sul cancro, capisca l’importanza di un approccio a tutto tondo ai problemi dell’uomo: la scienza non è mai stata, nella storia, avulsa dal proprio tempo, né può esserlo ora che finalmente è in grado di arrivare alla radice dei problemi.

Una nuova collana Bompiani promossa da IFOM
L’IFOM fa scienza. Ma ‘fare scienza’, alla luce degli straordinari avanzamenti della ricerca biologica e delle sue importanti implicazioni e ripercussioni nella vita di tutti i giorni vuol dire molto di più che produrre risultati scientifici. ‘Fare scienza’ significa contribuire all’avanzamento del sapere scientifico, all’ampliamento di quell’orizzonte conoscitivo che abbraccia sia i risultati del quotidiano lavoro in laboratorio, sia le possibili applicazioni di quegli stessi risultati in nuovi mezzi diagnostici e terapeutici, sia il contesto culturale nel quale risultati e applicazioni si integrano e possono essere sempre più valorizzati. In poche parole, ‘fare scienza’ vuol dire ‘fare cultura della scienza’. E, coerentemente con questo approccio − filosofico ben più che meramente strategico − IFOM promuove la nuova collana ‘Dimensioni della scienza’ che la casa editrice Bompiani ha appena inaugurato. La collana è curata da Giovanni Boniolo, docente di Logica e Filosofia della scienza all’Università degli Studi di Padova e coordinatore scientifico del nuovo dottorato di ricerca promosso dalla Scuola europea di medicina molecolare e dell’Università degli Studi di Milano dedicato ai fondamenti della vita e agli aspetti etici della scienza. “Viandando nella scienza fra storia, filosofia e società... Ci si può perdere se non si trovano segnavia corretti. Così vorremmo predisporne alcuni che permettano soprattutto di non confondere i vari livelli dai quali si può parlare di scienza”. Con queste parole di presentazione, ricche del consueto mix di poesia e rigore che lo contraddistingue, Boniolo accompagna l’uscita dei primi due libri della collana, in libreria dalla fine di ottobre: ‘L’invenzione delle razze’ di Guido Barbujani e ‘Scienza, mito, natura’ di Oddone Longo. E su ogni libro della nuova collana, spicca il logo dell’IFOM in controfrontespizio.