Cade un dogma della biologia: a ogni gene non corrisponde
una sola proteina, ma molte e diverse tra loro, come diversi sono i messaggeri
deputati alla loro produzione.
La scala musicale ha sette note. Soltanto sette. Eppure,
con quelle sette note, musicisti di ogni tempo e di ogni paese del mondo
hanno creato composizioni meravigliose e diversissime le une dalle altre,
‘semplicemente’ variando la successione e la combinazione
dei suoni. Dalle canzoncine per bambini alle maestose sinfonie per grandi
orchestre, ciò che conta è la relazione tra le note: quale
viene prima e quale dopo, quale è suonata da un trombone e quale
da un pianoforte, cioè la partitura.

E gli organismi viventi, come meravigliose sinfonie della
vita, funzionano proprio nello stesso modo. I geni, disposti sulla doppia
elica del DNA, sono le note (naturalmente ce ne sono molti più
di sette), mentre la partitura è quello che gli scienziati chiamano
il ‘trascrittoma’, cioè l’RNA, la molecola
che deriva dal DNA e di cui costituisce una specie di ‘copia operativa’.
L’RNA, infatti, contiene l’insieme delle indicazioni che,
a partire dal DNA, dispongono la trascrizione (da cui la parola trascrittoma)
dei geni in proteine (i mattoni fondamentali della vita), dicono quali
relazioni ogni proteina deve avere con le altre e – soprattutto
– quali geni in ogni dato momento devono essere accesi (cioè,
appunto, trascritti) e quali spenti.
UNA
SCOPERTA ANCHE ITALIANA
Per la prima volta è stata completata la mappa
del trascrittoma di un mammifero complesso (il topo, che dal punto
di vista genetico è molto simile all’uomo) a opera del
consorzio internazionale FANTOM 3 (Functional ANnoTation Of Mouse,
cioè ‘Annotazione Funzionale del Topo’), che ha
visto impegnati anche due giovani scienziati dell’Istituto FIRC
di oncologia molecolare (IFOM) e dell’Istituto nazionale tumori
(INT) di Milano. I risultati
dello studio, promosso e coordinato da Piero Carninci, ricercatore italiano
dell’Istituto RIKEN di Yokohama e Wako, è comparso sulla
prestigiosa rivista Science.
Due le conseguenze cruciali della ricerca sul trascrittoma.
Primo, cade definitivamente uno dei dogmi fondamentali della biologia,
secondo il quale a un gene corrisponde un RNA e a questo una e una sola
proteina capace di svolgere una certa funzione. D’ora in poi si
dovrà invece pensare in termini di ‘un gene, molti RNA
e a volte anche molte proteine’. Secondo, la ragione della complessità
degli organismi superiori sta nell’RNA, e non nel numero di geni:
il genoma dei mammiferi è infatti costituito da un numero di
geni spesso poco più grande di quello degli organismi inferiori
come i vermi, ma è dotato di complicati meccanismi di controllo
che regolano i diversi RNA e rendono possibili le funzioni dette, appunto,
superiori.
GENI
PROTEINA E GENI REGOLATORI
Uomini e topi, dicevamo, sono geneticamente molto simili.
Dal Progetto Genoma Umano sappiamo che l’uomo ha circa 22mila
geni che vengono trascritti in proteine, che corrispondono però
solo al 2 per cento dell’intero genoma. La restante parte del
genoma, quella che molto semplicisticamente era stata definita DNA
spazzatura, non si sapeva che funzione avesse. Ma ora, grazie al lavoro
del FANTOM 3, scopriamo che ben il 62 per cento del DNA viene trascritto
e che genera 180mila segmenti definiti di RNA, solo la metà
dei quali però serve a produrre proteine. Abbiamo quindi circa
90mila RNA ‘proteina’, il che corrisponde, in media, a
quattro proteine per ogni gene (in media, perché gli scienziati
hanno verificato che, mentre molti geni effettivamente codificano
per una sola proteina, ce ne sono tanti altri a cui corrispondono
magari otto e dieci proteine). E il resto del trascrittoma, cioè
gli altri 90mila RNA? Il resto ha funzioni di regolazione, coordinando
l’attivazione o il silenziamento di parti dello stesso DNA.
La cellula è dunque un ambiente molto complesso, dove a un
numero tutto sommato ridotto di comandi strutturali (‘costruisci
questa proteina in questo modo’, ‘metti questa proteina
in questo punto’) si aggiungono tantissimi comandi di regolazione
(‘se succede questo costruisci la proteina A, altrimenti costruisci
la proteina B’, ‘in queste condizioni costruisci poca
proteina C e tanta proteina D, poi prendi la C e falla funzionare
da interruttore per la D’, e via di seguito, fino a istruzioni
estremamente complicate).
Alla realizzazione del progetto trascrittoma, che giustamente
si può definire titanico, hanno collaborato centonovanta scienziati
residenti in dieci paesi, per un totale di cinquantuno istituti di
ricerca. “Tutto è cominciato nel 2001” racconta
Manuela Gariboldi, ricercatrice presso l’IFOM e l’Istituto
Nazionale Tumori. “A quel tempo il progetto FANTOM 1 (il primo
consorzio FANTOM, ndr) aveva isolato un buon numero di sequenze di
RNA da diversi tessuti di topo. Il consorzio aveva bisogno a quel
punto di persone con competenze diverse in campo biologico molecolare,
in grado di ‘annotare’ gli RNA, cioè in grado di
dire a quale gene corrispondeva ogni sequenza di RNA identificata
e che funzioni avesse. A me è stato assegnato il compito di
annotare degli RNA isolati da tessuto tumorale di topo. In pratica
si è trattato di analizzare le sequenze utilizzando degli strumenti
software bioinformatici e completare i risultati dell’analisi
con tutte le informazioni che provenivano dalla mia esperienza in
campo oncologico molecolare.”.
OGNI
MATTINA, CAPPUCCINO E RNA
Quella del FANTOM 3 è stata una ricerca ‘distribuita’
e un modello esemplare di integrazione tra collaborazione fisica e virtuale,
tra lavoro umano e lavoro computerizzato.

Manuela Gariboldi e James Reid
“L’analisi bioinfomatica
che è stata fatta in Giappone” spiega James Reid, come Gariboldi scienziato presso IFOM e INT e coautore dello
studio “ha generato automaticamente milioni di RNA con annotazioni
‘putative’, cioè ipotesi di annotazioni, tutte
da confermare. Ma nessun laboratorio sarebbe stato in grado di fare
tutto il lavoro da solo: la mole dei dati era enorme e le sequenze
a quel punto dovevano essere analizzate una per una dagli uomini,
non dalle macchine, per risolvere tutti i problemi di ambiguità
e per giungere alle annotazioni definitive. Così il RIKEN ha
coinvolto ricercatori di tutto il mondo, ha costruito un database
accessibile via Web a tutti i membri del consorzio e ha assegnato
a ciascuno circa cinquecento sequenze da annotare.” Tutto via
Internet, dunque, senza dover intraprendere continuamente viaggi intercontinentali.
“Così ognuno poteva gestirsi il lavoro come voleva. Io,
per esempio, facevo una o due ore di annotazione tutte le mattine,
prima di cominciare il mio lavoro ‘normale’. E c’era
il vantaggio della totale trasparenza. Tutti avevamo accesso al lavoro
di tutti e avevamo una mailing list dove potevamo discutere insieme
le sequenze problematiche”.
Dal grandioso risultato del FANTOM 3 trarrà direttamente
vantaggio anche la ricerca sul cancro. Come ha spiegato lo stesso Carninci,
le ricerche sull’RNA potranno contribuire a sviluppare nuove cure
contro il tumore, che avranno come target proprio gli RNA ‘controllori’.
Sarebbero infatti proprio questi RNA controllori i colpevoli dell’insorgenza
dei tumori. “Se gli RNA di controllo sono guasti” aggiunge
Gariboldi “il DNA non viene trascritto correttamente e può
generare proteine sbagliate o attivare funzioni sbagliate, con il risultato
finale di indurre lo sviluppo del cancro.”