Simona Polo
Luogo di nascita
Milano
Data di nascita
28 gennaio 1968
Nazionalità
Italiana
Laurea
Scienze Biologiche presso Università degli
Studi di Milano
Simona Polo è anche ricercatore universitario presso
la Facoltà di Medicina dell’Università di
Milano
Responsabile:
Simona Polo
Programma di Ricerca:
la monoubiquitinazione come regolazione funzionale
delle proteine
Nucleo, qui membrana, mi ricevete?
L'attivazione anomala di alcune proteine note come "recettori
per i fattori di crescita" (GFR, Growth Factor Receptor) è nota
per essere implicata nei meccanismi di formazione di un vasto numero
di tumori. Normalmente, tali recettori vengono attivati in seguito
al legame con un'altra proteina detta appunto "fattore di crescita " e
trasmettono il segnale di proliferazione – e la proliferazione è proprio
uno dei meccanismi che vanno “fuori controllo” nei tumori – all'interno
della cellula, nel nucleo. Questa trasmissione, più precisamente
detta "trasduzione del segnale intracellulare", è mediata
da altre proteine e meccanismi molecolari, in una rete di interazioni
complesse.
Presentazione del programma
Il programma di ricerca del gruppo diretto da Simona Polo, studia
un nuovo meccanismo coinvolto nella trasduzione del segnale di proliferazione
e mediato dalla cosiddetta "monoubiquitinazione“. Un processo
che lega a proteine bersaglio una molecola di ubiquitina, una piccola
proteina di soli 76 amminoacidi presente in tutti gli organismi.
In alcuni tumori, questo processo di trasduzione non è più finemente
regolato, e il malfunzionamento della monoubiquitinazione potrebbe
rivelarsi una delle cause della proliferazione incontrollata delle
cellule tumorali.

L'ubiquitina è una piccola proteina
di 76 aminocidi presente
in tutti gli organismi
Particolari strumenti o competenze utilizzate
nello programma
Il gruppo di Simona Polo utilizza sia tecniche di biochimica
che tecniche di “interferenza RNA”. Queste ultime, in particolare,
consentono di inattivare (come dicono gli scienziati, “silenziare”)
i geni mediante l’uso di piccoli frammenti di RNA che, interferendo
con il DNA cellulare, alterano l’espressione dei geni in maniera
specifica.
Così, silenziando di volta in volta geni specifici,
gli scienziati sono in grado di identificarne e caratterizzarne il
ruolo con precisione.
Possibile impatto su prevenzione o trattamento
del cancro
Il meccanismo della monoubiquitinazione è uno dei processi
che regolano la normale vita delle cellule. Ma, come si è visto,
un suo malfunzionamento può contribuire all’insorgenza del
cancro. La conoscenza dettagliata di questo meccanismo è quindi
fondamentale ai fini di sviluppare nuovi trattamenti contro il cancro
e potrebbe condurre all’identificazione di nuovi potenziali bersagli
su cui puntare nuove terapie farmacologiche “intelligenti”.
Terapie, cioè, in grado cioè di agire solo laddove il meccanismo
funzionano male. Per colpire solo le cellule malate senza aggredire i
tessuti sani.