Alberto Diaspro
Luogo di nascita
Genova
Data di nascita
7
aprile 1959
Nazionalità
italiana
Laurea
Ingegneria
elettronica presso l’Università di
Genova.
Diaspro è Professore associato
in Fisica applicata presso il Dipartimento
di Fisica dell’Università di
Genova.
Responsabile:
Alberto Diaspro
Programma di Ricerca:
microscopia e nanoscopia per inseguimento
dinamico di biomolecole in 3D in sistemi cellulari
“Immaginiamo di esplorare una foresta
intricatissima. Ci sono ostacoli da spostare sul cammino,
ma ci sono anche tantissimi animali e uccelli sugli alberi.
Se ci muovessimo ‘a colpi di machete’, potremmo
esplorare la foresta a metà, perché faremmo
scappare tutti gli animali e non riusciremmo a vedere
com’è la vita normalmente in quell’ambiente.
Perciò dobbiamo muoverci senza perturbare la foresta,
dobbiamo esplorarla ‘in punta di piedi’.
Ecco, questo è esattamente quello che fa la microscopia
ottica, in particolare la microscopia ottica a due fotoni,
con la cellula: la esplora in punta di piedi.”
A
parlare così è Alberto Diaspro, direttore
del programma di ricerca IFOM “Microscopia e nanoscopia
per inseguimento dinamico di biomolecole in 3D in sistemi
cellulari”, attivo dal 2004 presso il Dipartimento
di Fisica dell’Università degli Studi di
Genova. Il gruppo di Diaspro è fortemente interdisciplinare,
i componenti hanno background in Fisica, Ingegneria,
Medicina, Chimica e Biologia.
Presentazione del programma

Immagine ricavata da
un microscopio multifotonico
Il team di Diaspro, in collaborazione con il gruppo di imaging attivo
presso il Campus IFOM-IEO di Milano e diretto da Mario Faretta,
sta studiando dettagli della struttura e della funzione cellulare
importanti per capire i meccanismi molecolari della trasformazione
tumorale. Grazie a sofisticate tecniche di microscopia, gli scienziati
raccolgono immagini tridimensionali di tessuti, di singole cellule,
di strutture subcellulari, di singole molecole.
Per arrivare a
costruire una “mappa” completa di quello che succede
dentro una cellla, molecola per molecola. “Vogliamo capire – continua
lo scienziato – come funziona l'organizzazione della ‘foresta-cellula’.
Una volta ottenute queste mappe tridimensionali, che possono essere
raccolte nel tempo per seguire l'evolvere temporale delle strutture,
si possono realizzare immagini digitali che rappresentano modelli
tridimensionali degli oggetti studiati.
Il nostro sogno è arrivare
a prevedere, solo guardando le mappe, come una data cellula si
può evolvere, se sta facendo le cose giuste o se rischia
di diventare una cellula tumorale.” E non solo. Con la stessa
tecnica di osservazione, Diaspro e colleghi studiano anche l’effetto
dei farmaci sulle cellule tumorali, per valutarne l’efficacia
e l’eventuale tossicità. Il gruppo sta anche sviluppando
sistemi "soffici e disordinati" per sondare la vita della
cellula, le cosidette nanoparticelle fluorescenti: nanomachines
nei meandri cellulari che possono anche trasportare farmaci antitumorali.
Particolari strumenti o competenze utilizzate nello programma
Per ottenere immagini in 3D e, insieme, non interferire
con i meccanismi cellulari, il gruppo di Diaspro si serve
di un particolare microscopio ottico, il microscopio a
due fotoni. Il sistema, che si basa su una specie di “inganno
fisico”, utilizza laser ultraveloci che inviano sul
campione da osservare luce intermittente a energia sufficientemente
bassa da non danneggiare le cellule ma sufficiente alta
per metterne in evidenza tutti i dettagli molecolari della
superficie e dell’interno. Le immagini sono nitidissime.
“Riusciamo
a ottenere – afferma Diaspro – immagini precise
sollecitando volumi straordinariamente piccoli, dell’ordine
del centesimo di femtolitro.” Straordinariamente
piccoli davvero, se pensiamo che un femtolitro è già un
milionesimo di miliardesimo di litro. Il gruppo di ricerca
va oltre: gli sviluppi scientifici e tecnologici della
microscopia a due fotoni hanno portato la comprensione
degli eventi cellulari al livello della singola molecola.
Oggi osserviamo dettagli e interveniamo su una scala “nano” ovvero
alla decina di miliardesimi di metro.
Il gruppo di Diaspro
sviluppa e utilizza metodi avanzati per studiare traiettorie
e diffusione di biomolecole, relazioni a corto raggio,
comunicazioni cellulari su tempi del milionesimo di secondo.
Possibile impatto su prevenzione o trattamento del cancro
L’obiettivo del programma è arrivare
a costruire mappe tridimensionali e complete della
struttura e funzione delle cellule e dei meccanismi
di comunicazione cellulare, molecola per molecola.
Tali mappe, costruite in sequenza temporale, potrebbero
permettere di prevedere come una data cellula si
può evolvere e se “rischia” di
diventare una cellula tumorale.
L’interesse di Diaspro, laureato a Genova
in ingegneria elettronica, è sempre stato
orientato verso lo sviluppo della microscopia, e
avrebbe voluto da tempo applicare le sue conoscenze
ai sistemi biologici. “Volevo che il mio lavoro
potesse essere veramente utile – racconta lo
scienziato – e il campo dell’oncologica è oggi
così vicino a tutti noi che mi sembrava la
strada giusta da percorrere. IFOM ha riconosciuto
le potenzialità di questo connubio e così è nato
il mio programma di ricerca.”
Nota
Il programma di ricerca si svolge presso
il LAMBS (Laboratorio Avanzato di Microscopia, Bioimmagini e
Spettroscopia e del Dipartimento di Fisica dell’Università degli
Studi di Genova, in via Dodecaneso 33, e afferisce al laboratorio
MicroscoBio (Centro di Ricerca in Microscopia e Spettroscopia
correlativa in Biomedicina e Oncologia) della stessa Università.
Il LAMBS, come IFOM, è partner del progetto NANOMED.