La scienziata dell’Istituto FIRC di Oncologia
Molecolare insignita durante la cerimonia indetta dal Presidente
Ciampi in occasione dell’8 marzo.
Ufficiale al Merito della Repubblica. Con questa
onorificenza, ricevuta l'8 marzo dalle mani del Presidente della
Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nel corso di una cerimonia al Quirinale,
Elisabetta
Dejana vede riconosciuto il proprio lavoro e il proprio impegno come
scienziata nel campo dell’oncologia molecolare.
Il Presidente della Repubblica ha consegnato
l’insegna
di onorificenze dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
a Dejana e ad altre donne distintesi nella
cultura, nella scienza e nel sociale.
Istituito con la Legge 3
marzo 1951, n. 178 (G.U. n. 73 del 30 marzo 1951), l’Ordine
al Merito della Repubblica Italiana è il primo fra gli Ordini
nazionali ed è destinato a “ricompensare benemerenze
acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti,
della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte
a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi
e segnalati servizi nelle carriere civili e militari.”
Grande la soddisfazione di Dejana, che sottolinea
l’importanza di un’onorificenza consegnata in questa
data storicamente dedicata alle donne. “Sono onoratissima
e contentissima – ha detto la scienziata – per
questa onorificenza. Sarebbe bello vederla un pò come simbolica,
come
data a tutte le donne che si impegnano nella ricerca scientifica.” Un
impegno gratificante, certo, ma anche non facile in un ambiente
dove, secondo Dejana, le donne continuano a soffrire pressioni
e discriminazioni. “In Italia – spiega Dejana – le
donne con incarico di professore universitario sono ancore molto
poche e spesso rappresentano meno del 10% del corpo docente. E
nelle istituzioni di ricerca, poche sono le donne che diventano
group leader.”
Ma non è che fuori dall’Italia
la situazione sia molto migliore. “La percentuale di
donne nei comitati editoriali delle principali riviste scientifiche – continua
la scienziata – è piuttosto bassa e non è significativamente
aumentata negli ultimi vent’anni. Pochissime donne sono invitate
a intervenire ai principali convegni scientifici (meno del 20%
del totale degli speaker) e pochissime sono a capo delle istituzioni
di ricerca. Credo davvero che, viste le difficoltà di questa
carriera che richiede una quasi totale dedizione e una grande fatica,
sia importante dare un segno di incoraggiamento per tutte, perché continuino,
perché non abbandonino, perché diventino sempre più brave”.
E Dejana brava lo è davvero, come testimonia
una carriera di ricerca costellata di risultati eccellenti a livello
internazionale. Laureatasi a Bologna in Scienze biologiche con
110 e lode, nel 1979-80 Dejana lavora in Canada, alla McMaster
University di Toronto, dove mette a punto tecniche per l’isolamento
e la cultura delle cellule endoteliali che formano la parete dei
vasi sanguigni. Tornata in Italia, dirige fino al 1993 il Laboratorio
di Biologia Vascolare dell’Istituto Mario Negri, intervallando
periodi di lavoro all’estero alla Harvard Medical School
di Boston, all’Hôpital Bicêtre di Parigi e all’Hadassah
Medical School di Gerusalemme. In questo periodo Dejana applica
le conoscenze raccolte sulla biologia delle cellule vascolari al
problema della formazione di nuovi vasi o “angiogenesi” (dal
greco angêion, che significa “vaso” e génesis,
che significa “nascita”) durante la crescita tumorale.
Dal 1993 al 1996 dirige l’Unità INSERM
217, “Laboratoire d'Hematologie”, al Centro di Energia
Nucleare di Grenoble in Francia dove resta per tre anni. Quindi
ritorna in Italia e partecipa al progetto IFOM, il nuovo Istituto
FIRC di Oncologia Molecolare voluto e finanziato dalla Fondazione
Italiana per la Ricerca sul Cancro. Fin dalla creazione dell’Istituto,
Dejana dirige l’unità di ricerca IFOM “Angiogenesi”,
dedicata allo sviluppo di nuovi farmaci antitumorali in grado di
agire attraverso l’inibizione dell’angiogenesi tumorale.
Il lavoro di Dejana all’IFOM è svolto nell’ambito
di un progetto congiunto IFOM – Istituto Mario Negri.
Oltre all’attività di ricerca, Dejana
ha tenuto diversi corsi sulla biologia del sistema vascolare alla
facoltà di Medicina delle Università di Stoccolma,
Grenoble e Parigi. Dal 1998 al 2002 è stata Professore associato
di Patologia generale alla Facoltà di Medicina della Università dell’Insubria
a Varese ed è oggi Professore straordinario di Patologia
generale presso il Dipartimento di Scienze biomolecolari e biotecnologie
dell’Università di Milano. Fa parte del comitato editoriale
delle principali riviste scientifiche internazionali di biologia
cellulare e ha vinto diversi premi internazionali per la sua attività di
ricerca.