Ufficio Stampa IFOM Fondazione Istituto FIRC di
Oncologia Molecolare
Il premio nazionale “Cecilia Cioffrese” per
le migliori ricerche nel campo della lotta al cancro è stato
assegnato a Sara Sigismund, ricercatrice dell’Istituto FIRC
di Oncologia Molecolare.
Premiata per il suo progetto di ricerca altamente
innovativo in campo oncologico molecolare. Sara Sigismund, 30 anni,
giovane scienziata dell’Istituto FIRC di Oncologia Molecolare
(IFOM) di Milano, riceverà venerdì 15 aprile il Premio “Cecilia
Cioffrese”, indetto dalla Fondazione Carlo Erba e dedicato
a giovani scienziati italiani impegnati nella ricerca sul cancro
e sulle malattie virali. La cerimonia di premiazione si svolgerà alle
15 presso la sede dell’IFOM (Via Adamello 16, 20139 Milano).
Tra le motivazioni del premio, l’eccellente curriculum con
pubblicazioni di altissimo livello (articoli su Nature e su Nature
Cell Biology) e il lavoro di ricerca su un argomento “di frontiera” (“Il
ruolo della monoubiquitinazione nel processo di endocitosi”,
questo il titolo della ricerca premiata), dalle grandi potenzialità per
la messa a punto di terapie farmacologiche anticancro.
Nata a Chiavari (Genova) il 9 dicembre 1974, Sara
Sigismund ha studiato a Milano, dove, dopo aver frequentato il liceo
classico, si è laureata a pieni voti in Scienze Biologiche.
Nel 1999 ha iniziato a frequentare, prima come tirocinante e poi
come dottoranda, i laboratori di ricerca dell’Istituto Europeo
di Oncologia (IEO). Oggi Sigismund fa parte del gruppo di ricerca
IFOM che, sotto la guida del Direttore Scientifico IFOM Pier Paolo
Di Fiore e la supervisione di Simona Polo, studia i meccanismi di “trasduzione
dei segnali intracellulari” nelle cellule normali e in quelle
tumorali (i “segnali intracellulari” sono quei segnali
che partono dall’involucro di una cellula in risposta a stimoli
esterni e raggiungono il nucleo, dove regolano i processi vitali
della cellula). In particolare, Sigismund si occupa di un particolare
meccanismo di trasduzione coinvolto nella proliferazione delle cellule:
la cosiddetta “monoubiquitinazione”. “Abbiamo
scoperto – spiega Sigismund – il funzionamento della
monoubiquitinazione a livello molecolare. In alcuni tumori, questo
processo di trasduzione non è più finemente regolato,
e il malfunzionamento della monoubiquitinazione potrebbe rivelarsi
una delle cause della proliferazione incontrollata delle cellule
tumorali.” Studiare in dettaglio la monoubiquitinazione potrebbe
quindi condurre all’identificazione di un nuovo “bersaglio
farmacologico” per la cura del cancro.
Il premio della Fondazione Carlo Erba rappresenta
dunque un riconoscimento del lavoro fatto fino a oggi, ma anche
delle sue grandi prospettive e potenzialità future. Che Sigismund
intende perseguire con impegno. “Sono molto felice – commenta
Sigismund – e continuerò a lavorare su questo progetto
per il quale, ci tengo a dirlo, è fondamentale un ambiente
scientificamente dinamico e vivace, che garantisca agli scienziati
la possibilità di scambiarsi le idee e di produrre risultati
competitivi a livello internazionale. Io questo ambiente l’ho
trovato all’IFOM.”