Comunicato Stampa 14 Aprile 20056
Ufficio Stampa IFOM Fondazione Istituto FIRC di Oncologia Molecolare
Premiata per il suo progetto di ricerca altamente innovativo in campo oncologico molecolare. Sara Sigismund, 30 anni, giovane scienziata dell’Istituto FIRC di Oncologia Molecolare (IFOM) di Milano, riceverà venerdì 15 aprile il Premio “Cecilia Cioffrese”, indetto dalla Fondazione Carlo Erba e dedicato a giovani scienziati italiani impegnati nella ricerca sul cancro e sulle malattie virali. La cerimonia di premiazione si svolgerà alle 15 presso la sede dell’IFOM (Via Adamello 16, 20139 Milano). Tra le motivazioni del premio, l’eccellente curriculum con pubblicazioni di altissimo livello (articoli su Nature e su Nature Cell Biology) e il lavoro di ricerca su un argomento “di frontiera” (“Il ruolo della monoubiquitinazione nel processo di endocitosi”, questo il titolo della ricerca premiata), dalle grandi potenzialità per la messa a punto di terapie farmacologiche anticancro.
Nata a Chiavari (Genova) il 9 dicembre 1974, Sara Sigismund ha studiato a Milano, dove, dopo aver frequentato il liceo classico, si è laureata a pieni voti in Scienze Biologiche. Nel 1999 ha iniziato a frequentare, prima come tirocinante e poi come dottoranda, i laboratori di ricerca dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO). Oggi Sigismund fa parte del gruppo di ricerca IFOM che, sotto la guida del Direttore Scientifico IFOM Pier Paolo Di Fiore e la supervisione di Simona Polo, studia i meccanismi di “trasduzione dei segnali intracellulari” nelle cellule normali e in quelle tumorali (i “segnali intracellulari” sono quei segnali che partono dall’involucro di una cellula in risposta a stimoli esterni e raggiungono il nucleo, dove regolano i processi vitali della cellula). In particolare, Sigismund si occupa di un particolare meccanismo di trasduzione coinvolto nella proliferazione delle cellule: la cosiddetta “monoubiquitinazione”. “Abbiamo scoperto – spiega Sigismund – il funzionamento della monoubiquitinazione a livello molecolare. In alcuni tumori, questo processo di trasduzione non è più finemente regolato, e il malfunzionamento della monoubiquitinazione potrebbe rivelarsi una delle cause della proliferazione incontrollata delle cellule tumorali.” Studiare in dettaglio la monoubiquitinazione potrebbe quindi condurre all’identificazione di un nuovo “bersaglio farmacologico” per la cura del cancro.
Il premio della Fondazione Carlo Erba rappresenta dunque un riconoscimento del lavoro fatto fino a oggi, ma anche delle sue grandi prospettive e potenzialità future. Che Sigismund intende perseguire con impegno. “Sono molto felice – commenta Sigismund – e continuerò a lavorare su questo progetto per il quale, ci tengo a dirlo, è fondamentale un ambiente scientificamente dinamico e vivace, che garantisca agli scienziati la possibilità di scambiarsi le idee e di produrre risultati competitivi a livello internazionale. Io questo ambiente l’ho trovato all’IFOM.”