Ugo Cavallaro
Luogo di nascita
Catanzaro
Data di nascita
28 febbraio 1965
Nazionalità
italiana
Laurea
Scienze Biologiche presso
l’Università di Firenze
Dottorato
Patologia
Sperimentale
Responsabile:
Ugo Cavallaro
Programma di Ricerca:
adesione cellulare nella progressione neoplastica
e nell'angiogenesi
Una delle proprietà strutturali di un tessuto è la
capacità delle cellule di quel tessuto di rimanere attaccate
tra loro e alla cosiddetta matrice extracellulare, una specie
di impalcatura costituita da proteine e carboidrati. Ma cosa
succede se le cellule perdono questa capacità? E soprattutto,
cosa succede se a perderla sono le cellule di un tumore?
A queste domande sta cercando di rispondere Ugo Cavallaro,
direttore del Programma IFOM “Adesione cellulare nella
progressione neoplastica e nell'angiogenesi”.
Presentazione del programma
Per aderire le une alle altre e alla matrice extracellulare,
e così formare tessuti compatti e impermeabili, le cellule
hanno bisogno di speciali molecole. Sono le molecole di adesione.
Su una di queste, la molecola NCAM (Neural Cell Adhesion Molecule – molecola
di adesione delle cellule neurali), si concentrano gli sforzi del
gruppo diretto da Cavallaro. NCAM avrebbe la funzione di prevenire
le metastasi di alcuni tumori: la perdita di NCAM nei modelli sperimentali
induce infatti la formazione di metastasi linfonodali (cioè le
metastasi che si trovano nei linfonodi) del tumore al pancreas.

Molecole di
adesione cellulare
In che modo? “Come quasi tutte le molecole
di adesione note – spiega Cavallaro – NCAM non è semplicemente
un ‘collante’ passivo.” NCAM, infatti, “parla” con
un'altra proteina, l'FGFR (recettore del fattore di crescita dei
fibroblasti), ed è attraverso questo dialogo continuo che
mantiene l'attaccamento della cellula alla matrice. “Quando
NCAM è assente in un tumore – continua Cavallaro – il
dialogo si interrompe, le cellule si scollano dalla massa principale
e sono in grado di disseminare.” Cioè di originare
metastasi.
Oltre a occuparsi di NCAM, all’IFOM Cavallaro sta studiando
una seconda molecola di adesione, normalmente coinvolta nella formazione
dell’architettura cerebrale durante lo sviluppo e fino a
questo momento studiata pochissimo al di fuori del sistema nervoso.
Ma implicata, stando ai risultati fin qui ottenuti dal gruppo di
Cavallaro, anche nel melanoma e nel carcinoma ovarico.
Particolari strumenti o competenze utilizzate nello programma
Per determinare l’attività delle molecole di adesione,
il programma si avvale della tecnica dei microarray, un
sistema che appartiene alla categoria delle tecnologie high
throughput (in grado cioè di processare un grande
numero di campioni sperimentali in tempi rapidi) e che permette
di studiare contemporaneamente e repidamente decine di migliaia
di geni.
Possibile impatto su prevenzione o trattamento del cancro
Le ricerche del gruppo di Cavallaro offrono buone prospettive
sia dal punto di vista della prognosi, sia della terapia.
Per quanto riguarda la prognosi, l’orizzonte temporale è relativamente
vicino. “Stiamo cominciando ad accorgerci – spiega
Cavallaro – che le metastasi possono essere di due
tipi: quelle attive, effettivamente maligne e legate a bassi
tempi di sopravvivenza dei pazienti, e quelle passive, le
cui cellule sono benigne e possono anche restare per anni
ferme nei linfonodi, senza fare ulteriori danni. I bassi
livelli di un particolare tipo di molecola di adesione, NCAM,
sono un possibile criterio per distinguere le metastasi passive
da quelle attive e permettere così una prognosi precisa
e molto più confortante per il paziente.”