Che cos’è l’impact factor?
L'impact factor é l'indice che misura la frequenza con cui gli articoli di una determinata rivista vengono citati: in pratica una valutazione della rilevanza scientifica di quella rivista. Su alcune migliaia di riviste scientifiche esistenti al mondo, meno di cento hanno un impact factor superiore a 10.
Nel 2009 gli scienziati IFOM hanno pubblicato 123 articoli di ricerca su riviste scientifiche internazionali, con un impact factor medio pari a 7.864 (calcolato sugli articoli pubblicati nelle riviste provviste di impact factor).
Tra le pubblicazioni del 2009, segnaliamo:
- una ricerca condotta da Marina Mione, il cui risultato
è stato pubblicato a febbraio sulla rivista Disease Models & Mechanisms.
La ricerca, condotta sull'organismo modello Zebrafish, individua i meccanismi
molecolari che stanno alla base del legame tra il gene Ras (la cui alterazione
è individuata nel 20% dei tumori) e la Sindrome di Costello, una malattia
genetica che colpisce in età infantile e induce le cellule staminali
del cuore e del cervello alla senescenza, accorciando notevolmente la
vita degli individui affetti da questa malattia. Le prospettive di questa
ricerca sono, oltre alla cura dei malati di sindrome di Costello, lo
sviluppo di nuove cure contro i tumori, che sfruttino il meccanismo
di senescenza attivato da Ras per bloccare la proliferazione delle cellule
tumorali.
La ricerca è stata sostenuta da un finanziamento AIRC.
- Una ricerca condotta da Ugo Cavallaro pubblicata
a marzo sulla rivista Journal of Experimental Medicine.
Lo studio individua un ruolo inedito della molecola di adesione neurale
L1 nella regolazione del sistema immunitario. Il ruolo di questa molecola
era infatti ben noto nello sviluppo cerebrale, ed era stata dimostrata
la connessione tra sue mutazioni e la sindrome neurologica CRASH (Corpus
callosum genesis, Retardation, Adducted thumbs, Spastic paraplegia,
Hydrocephalus). Lo studio di Ugo Cavallaro rivela che la molecola L1
gioca un ruolo chiave anche nel sistema immunitario, aprendo interessanti
prospettive terapeutiche contro le metastasi correlate a tumore del
colon, melanomi e carcinoma ovarico.
La ricerca è stata sostenuta da un finanziamento AIRC.
- Una ricerca condotta da Marco Foiani pubblicata ad aprile sulla rivista Cell, che ha dedicato allo studio anche la copertina. La ricerca rivela i meccanismi di formazione del tumore nei pazienti affetti da Ataxia-Telangiectasia (AT) e da Ataxia-Telangiectasia Like Disorder (ATLD), patologie ereditarie che predispongono all'insorgenza tumorale. La ricerca apre la strada a metodologie di diagnosi precoce e a cure personalizzate. La ricerca è stata sostenuta da un finanziamento AIRC.
- Una ricerca condotta da Marco Foiani pubblicata a settembre su Cell. Grazie a un approccio sperimentale innovativo la ricerca consente di visualizzare per la prima volta nella sua complessità tridimensionale il processo regolato dalla proteina Top2 per tutelare la stabilità del DNA, difendendo l'organismo dall'insorgenza spontanea di mutazioni e quindi di tumori. La ricerca contribuisce a chiarire le basi molecolari del meccanismo di formazione del cancro e apre la strada allo sviluppo di cure anticancro mirate. La ricerca è stata sostenuta da un finanziamento AIRC.



- Una ricerca condotta da Pier Paolo Di Fiore pubblicata a dicembre sulla rivista PNAS. Lo studio dimostra che più di un terzo dei tumori polmonari presentano un'alterazione funzionale nel gene NOTCH, gene già noto per il suo coinvolgimento nella formazione e nello sviluppo dei tumori e in particolare di alcuni tipi di leucemia. Lo studio del Prof. Di Fiore ha dimostrato il coinvolgimento di questo gene anche nella formazione e nello sviluppo dei tumori solidi che costituiscono il gruppo più frequente di neoplasie umane e ha già individuato la strategia terapeutica per invertire il potenziale di crescita tumorale determinata da NOTCH, utilizzando cellule tumorali isolate da tessuti di pazienti affetti da cancro polmonare. Questo studio apre quindi promettenti prospettive di applicazione clinica per combattere il tumore polmonare, che è la prima causa di morte nei paesi industrializzati. La ricerca è stata sostenuta da un finanziamento AIRC.
- Da gennaio 2009 Marco Foiani (attuale Direttore Scientifico di IFOM)
e Pier Paolo Di Fiore (precedente Direttore Scientifico di IFOM), sono
entrati a far parte dell'Editorial Board di Cell.
Foiani e Di Fiore sono gli unici due ricercatori italiani operanti in
istituti di ricerca italiani, sui 113 membri dell'Editorial Board della
prestigiosa rivista.
- Nel gennaio 2009 è stato assegnato il prestigioso Premio Sapio a
Fabrizio D'Adda di Fagagna, group leader di IFOM, per i suoi studi sulla
proliferazione cellulare nei tumori e senescenza.
Il Premio Sapio è attribuito ad un ricercatore i cui studi abbiano portato
risultati innovativi e determinanti per il miglioramento delle condizioni
di vita dell'uomo.
- Nel mese di settembre l'EARC (European Association for Cancer Research) ha assegnato a Fabrizio D'Adda di Fagagna il prestigioso premio Young Cancer Researcher Award. Il premio viene annualmente destinato a un giovane scienziato i cui studi abbiano portato un contributo straordinario nella ricerca di base sul cancro.
- Nel novembre 2009 l'EMBO (European Molecular Biology Organisation) ha inserito la group leader IFOM Simona Polo nel programma EMBO Young Investigator. Si tratta del gruppo di ricercatori europei di maggior talento che EMBO segnala all'attenzione della comunità scientifica internazionale. Simona Polo è l'unica scienziata italiana tra i 17 giovani scienziati selezionati nel 2009.
Nel 2008 gli scienziati IFOM hanno pubblicato 110 articoli di ricerca su riviste scientifiche internazionali, con un impact factor medio pari a 8,664 (calcolato sulle 98 riviste provviste di impact factor)...
Tra le pubblicazioni del 2008, segnaliamo:
- una ricerca condotta da Pier Paolo Di Fiore, il cui risultato è stato pubblicato a gennaio sulla rivista Nature (Colaluca IN et al. Nature, 2008. Tipo di pubblicazione: Research Support. Riferimento bibliografico n. 81).
Lo studio ha individuato, con una serie di esperimenti su cellule di tumore umano della mammella, NUMB, un nuovo “circuito molecolare” in grado di regolare p53, una delle proteine fondamentali per conservare l’integrità del patrimonio genetico, e cioè per la protezione dell’organismo dai danni genetici che inducono il cancro.
- una ricerca condotta da Pier Paolo Di Fiore e da Giorgio Scita pubblicata in luglio sulla rivista Cell (Palamidessi A et al. Cell, 2008. Tipo di pubblicazione: Article. Riferimento bibliografico n.XX). Lo studio individua un interruttore molecolare (un complesso formato dalle proteine RAB5 e RAC) che regola la strategia dell’invasione metastatica, aprendo la strada a nuove opportunità farmacologiche contro le metastasi dei tumori.
- una ricerca condotta da Elisabetta Dejana pubblicata in luglio sulla rivista Nature Cell Biology (Taddei A et al. Nature Cell Biology, 2008. Tipo di pubblicazione: Research Support. Riferimento bibliografico n.XX).
Lo studio individua, con esperimenti condotti in vitro e in vivo, un importante meccanismo di stabilizzazione del sistema vascolare riconducibile alla proteina VE-Caderina. La ricerca mette in luce anche il percorso tramite cui la VE-Caderina induce la produzione della Claudina 5, una proteina che sigilla le cellule dei vasi sanguigni da infiltrazioni esterne. Le implicazioni applicative sono rilevanti non solo per tumori ma anche per infarto, ictus e patologie infiammatorie.
- una ricerca condotta da Elisabetta Dejana pubblicata in dicembre sulla rivista Nature (François M et al. Nature, 2008. Tipo di pubblicazione: letter. Riferimento bibliografico n.XX). Lo studio conferma il ruolo critico di Sox18 quale gene critico nella formazione, nella corretta organizzazione e nel mantenimento del sistema vascolare linfatico. In particolare, l’inattivazione del gene Sox18 porterebbe manifestazioni di una rara patologia di matrice linfatica chiamata Ipotricosi-linfedema-teleangiectasia.
- una ricerca condotta da Dana Branzei pubblicata in dicembre sulla rivista Nature (Branzei D et al. Nature, 2008. Tipo di pubblicazione: article. Riferimento bibliografico n.XX). Lo studio svela la complessa rete dei processi che tutelano la stabilità del genoma (la sumolazione e l'ubiquitinazione), proteggendolo dalle lesioni che sono alla base delle alterazioni tipiche del cancro. La scoperta costituisce un significativo avanzamento delle conoscenze nella ricerca oncologica e apre uno scenario promettente per l’identificazione di bersagli terapeutici nella lotta contro il cancro. In particolare la caratterizzazione degli enzimi regolati da questo meccanismo di riparazione del DNA potrebbe permettere di studiare farmaci sempre più mirati per combattere le cellule tumorali senza danneggiare il genoma delle cellule sane.
Nel 2007 gli scienziati IFOM hanno pubblicato 111 articoli di ricerca su riviste scientifiche internazionali, con un impact factor medio pari a 9,016.
Tra le pubblicazioni del 2007, segnaliamo una ricerca diretta da Pier Paolo Di Fiore, il cui risultato è stato pubblicato a novembre sulla rivista Journal of Clinical Investigation (Bianchi et al., Journal of Clinical Investigation, 2007; riferimento bibliografico n. 60). Per mezzo di una serie di esperimenti condotti su modelli sperimentali e su tessuti umani provenienti da pazienti affetti da tumore del polmone, gli scienziati sono riusciti a individuare un gruppo di dieci geni che risultano alterati in maniera ricorrente in alcuni tumori e che identificherebbero proprio quei casi che hanno alta probabilità di sviluppare metastasi.
Un passo avanti nel campo delle leucemie mieloidi acute è stato compiuto grazie allo studio, pubblicato, a dicembre, ancora sul Journal of Clinical Investigation (Shing et al., Journal of Clinical Investigation, 2007; riferimento bibliografico n. 61) e condotto nel gruppo di Pier Giuseppe Pelicci. Gli scienziati, lavorando su modelli sperimentali e poi verificando i loro risultati direttamente nelle cellule leucemiche da pazienti, hanno identificato e caratterizzato una lesione a carico di un gene (PRDM16) che risulta “sovraespresso” nelle leucemie mieloidi (ogni gene “codifica” per una proteina, cioè contiene le indicazioni perché la cellula produca quella specifica proteina: un gene “sovraespresso” in pratica “lavora troppo”, producendo in eccesso la proteina per la quale codifica). La scoperta getta luce su un meccanismo molecolare finora non spiegato nello sviluppo delle leucemie che, una volta iniziato il processo neoplastico, permette alla malattia di svilupparsi.
Continuando il suo studio approfondito dei meccanismi molecolari preposti al controllo del ciclo cellulare e all’integrità del genoma, Marco Foiani ha pubblicato ad agosto, su Genes Development (Bermejo et al., Genes Development, 2007; riferimento bibliografico n. 43), uno studio nel quale vengono localizzate alcune regioni “fragili” del genoma, dove è più facile che avvengano le rotture che possono portare al cancro. Gli scienziati hanno (quindi) utilizzato un “approccio genomico”, e hanno esplorato in dettaglio tutte le aree del DNA dove le topoisomerasi sono attive, scoprendo le regioni precise dove, in caso di topoisomerasi mal funzionante, avvengono le rotture di DNA. Inoltre alcuni dei più classici farmaci antitumorali agiscono proprio sulle topoisomerasi: la scoperta di Foiani chiarisce il meccanismo molecolare di azione di questi farmaci per così dire di “vecchia generazione” e potrebbe aiutare nella messa a punto di nuovi farmaci, basati sullo stesso principio di fondo, ma più selettivi e mirati.
Nel 2006 gli scienziati IFOM hanno pubblicato 98 articoli di ricerca su riviste scientifiche internazionali, con un impact factor medio pari a 8.703.
Tra i più importanti lavori pubblicati segnaliamo:
Nel 2005 gli scienziati IFOM hanno pubblicato su riviste scientifiche internazionali 90 studi clinici, con un impact factor medio pari a 9.2227.
Due gli studi clinici in evidenza: “Electron transfer between cytochrome c and p66Shc generates reactive oxygen species that trigger mitochondrial apoptosi”, pubblicato su Cell, ha contribuito a chiarire la correlazione tra meccanismi di metabolismo cellulare e cancro; “Rad51-dependent DNA structures accumulate at damaged replication forks in sgs1 mutants defective in the yeast ortholog of BLM RecQ helicase” di Marco Foiani e colleghi ha invece messo in luce la causa dell'instabilità genetica che si osserva in particolare nella sindrome di Bloom.
Tra le altre importanti pubblicazioni da segnalare: la scoperta del ruolo specifico della proteina TPP nella regolazione dell’endocitosi del recettore della transferrina, sovrabbondante in numerosi tumori, e la caratterizzazione strutturale e funzionale della proteina Aurora B, chinasi che evidenzia in diversi tumori un'attività anomala
Il 2004 si è chiuso con 82 pubblicazioni scientifiche, di cui 21 con impact factor superiore a 10, e un impact factor medio pari a 9,207.
Tra i più importanti lavori pubblicati si segnalano: la scoperta ad opera di Marco Foiani, Achille Pellicioli e colleghi, del ruolo essenziale di una "proteina infermiera" (la proteina CDK o "CHINASI CICLINA - DIPENDENTE") nell'attivazione dei sistemi di controllo cellulari e nella riparazione dei danni al DNA (Nature) (v. art. Fond. dic. 04 "L'infermiera del DNA"); una serie di studi fondamentali nel campo della trasmissione del segnale intracellulare condotti dal team di Giorgio Scita (Nature Cell Biology) e di Pier Paolo Di Fiore (Nature Cell Biology)(v. art. Fond. ott. 2004 "Premio Upstate Young Cell Signaller 2004 Award")
Il 2003 si è chiuso con un "attivo" di 43 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali prestigiose come Nature, Cell, Science, Genes & Development, The Journal of Cell Biology, Molecular Cell, The Journal of Clinical Investigations e Proceedings of the National Academy of Sciences.
L'impact factor medio, per le pubblicazioni, è stato pari a 13,79. Un valore decisamente elevato, se si considera che, su alcune migliaia di riviste scientifiche esistenti al mondo, meno di cento hanno un impact factor superiore a 10.
Tra gli argomenti trattati: nanotecnologie, bioinformatica, angiogenesi, trasmissione del segnale cellulare, genetica molecolare delle leucemie, stabilità del genoma, proliferazione e invecchiamento delle cellule.
Gruppi di ricerca IFOM hanno collaborato alla definizione della mappa del cromosoma 7, che contiene geni connessi all'insorgenza dell'autismo e di alcune forme di tumore (Science, 2 maggio 2003), e all'individuazione di un fondamentale meccanismo di produzione delle proteine (Nature, 4 dicembre 2003).
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