Premio Guido Venosta 2014: Vincitore Brunangelo Falini

Nato nel 1951 a Perugia, dopo la laurea in medicina e la specializzazione in medicina interna nel capoluogo umbro, Brunangelo Falini ha condotto ricerche all’Università della California del Sud a Los Angeles, grazie a una borsa di studio della NATO, e poi a Oxford, in Inghilterra, dove ha cominciato nel 1982 a occuparsi di anticorpi monoclonali. Ai tumori del sangue comincia a dedicarsi dopo il ritorno in Italia, nella natìa Perugia, dove oggi è professore ordinario di ematologia all’Università degli studi e dirige il reparto di ematologia dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia.

Brunangelo Falini Venosta Prof. Brunangelo Falini

È lì che ha avviato diversi filoni di ricerca che lo hanno portato, insieme al suo gruppo, a pubblicare sulle più importanti riviste mediche del mondo. La prima scoperta importante, per la quale ha ricevuto nel 2010 un altro premio internazionale prestigioso, il José Carreras Award, ha riguardato la mutazione di un gene, chiamato NPM1, che nei malati di leucemia acuta mieloide ha permesso di modificare radicalmente l’approccio diagnostico e terapeutico alla malattia.

L’altro filone di ricerca in cui l’ematologo umbro ha lasciato il segno – e che gli è valso l’assegnazione del premio intitolato a Karl Lennert, luminare tedesco dell’ematologia e padre della classificazione dei linfomi – è quello degli anticorpi monoclonali e della caratterizzazione molecolare dei linfomi. È stato lui infatti a scoprire che la mutazione del gene BRAF è all’origine della leucemia a cellule capellute, che quindi può essere sconfitta con una terapia a base di specifici inibitori. I risultati preliminari di questa sperimentazione sono in corso di pubblicazione, ma sono già stati resi noti alla comunità scientifica, presentati in una sessione plenaria del congresso della Società europea di ematologia.

Un percorso professionale che, come recitano le motivazioni del prestigioso riconoscimento, è stato costellato di “studi innovativi e creativi sul genoma delle leucemie acute mieloidi e della leucemia a cellule capellute che hanno portato risultati concreti per la diagnosi e la terapia antileucemica personalizzata”.

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