Premio Guido Venosta 2012: Vincitore Stefano Piccolo

Stefano Piccolo ha iniziato la sua carriera studiando i geni dello sviluppo embrionale. Durante la sua permanenza negli Stati Uniti ha infatti individuato i geni e i meccanismi chiave per la formazione del sistema nervoso. È partendo da queste basi che ha affrontato il cancro come se fosse un nuovo organo, scoprendo la natura genetica della transizione epiteliomesenchimale, un passaggio necessario nella trasformazione di un tessuto da sano a tumorale. 

Stefano Piccolo Venosta Prof. Stefano Piccolo

Il gruppo di Piccolo è noto anche per aver dimostrato l’esistenza di una classe di geni “di difesa”, il cui compito è prevenire la diffusione di cellule tumorali, un passaggio precoce della formazione di metastasi. Questi geni sono chiamati per l'appunto geni soppressori di metastasi. Si tratta di pochissimi geni che però hanno un ruolo centrale nella malattia, il che li rende ideali bersagli di farmaci intelligenti che siano in grado di riattivarli.

In particolare, lo staff di Piccolo ha scoperto il ruolo di p63 e di alcune classi di microRNA nel conferire alle cellule la capacità di formare tumori secondari. "p63 è al centro del fenomeno delle metastasi perché, quando la sua attività diminuisce, si generano più tumori secondari. p63 è però un gene troppo difficile da manipolare a fini terapeutici, perché serve alle cellule normali per autorigenerarsi; abbiamo però scoperto che parte della sua azione si esplica attraverso il controllo del microambiente tumorale. Ancora una volta, capendo di più, si possono aprire finestre di intervento insperate."

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