Premio Guido Venosta 2010: Vincitore Lisa Licitra

Licita Venosta 2010

Ha capito quando aveva sedici anni che nel suo futuro ci sarebbe stato il camice bianco. Nel ripensare a come prese la decisione che l’avrebbe portata a dirigere il reparto di oncologia medica dei tumori della testa e del collo all’Istituto nazionale dei tumori di Milano, però, Lisa Licitra ci tiene a chiarire un punto, con parole molto semplici: “Sentivo di voler stare con i malati”.

Il cancro le aveva portato via la mamma quando era ancora una bambina, ad appena sei anni, lasciandola “tramortita, e con una profonda mancanza”, ma se oggi è animata da un sacro furore non è quello di chi cerca una rivalsa sulla malattia. Al contrario, la battaglia quotidiana contro il cancro e la paziente ricerca di armi sempre nuove per contrastarlo e sconfiggerlo sono per lei un modo per aiutare chi soffre. I tumori di cui si occupa Lisa Licitra sono considerati malattie rare, anche se complessivamente quelli della faringe e della laringe rappresentano, su scala mondiale, il 10 per cento circa delle neoplasie maligne che colpiscono l’uomo e il 4 per cento circa di quelle che colpiscono la donna. Ogni anno i nuovi casi di tumore della laringe registrati in Italia sono circa 5.500, di cui appena 500 riguardano le donne. Per la faringe il dato complessivo èdi poco superiore (sono circa 5.900 i nuovi casi all’anno) ma si riduce la sproporzione tra uomini e donne (4.600 contro 1.300). 

Dopo la laurea all’Università di Milano,Lisa Licitra approda all’Istituto tumori e si specializza nel trattamento dei tumori di testa e collo. In un certo senso, era una disciplina di serie B, in particolare per l’oncologo medico: sono tumori poco noti e piuttosto rari. Fumo e alcol sono le abitudini che più predispongono a queste malattie, che in piccola parte sono legate a un’infezione virale. Questo significa che la prevenzione che agisce sugli stili di vita della popolazione può fare molto. Dopodiché, le armi più efficaci rimangono chirurgia e radioterapia. “Ci sono voluti più di 40 anni per registrare un nuovo farmaco per i tumori di testa e collo: un farmaco biologico che accresce le probabilità di guarigione” spiega Licitra. “Indubbiamente oggi si guarisce molto più che in passato, ma è legittimo pensare che la situazione migliorerà ancora nei prossimi anni”.

Licita1 Venosta 2010

Attualmente gran parte dell’attività di ricerca – il primo finanziamento AIRC di cui ha goduto è del 1998 – punta a guarire con interventi personalizzati, sempre meno demolitivi: “Oggi l’approccio al paziente è multidisciplinare, e coinvolge il chirurgo, il radioterapista e l’oncologo medico. Tutto ruota attorno al paziente, e la sfida consiste nell’individuare con sempre maggiore precisione i malati sui quali chemioterapia e radioterapia saranno risolutive, e quelli per i quali occorre invece un intervento chirurgico, che oggi risulta necessarioin seconda battuta anche su un 10-20 per cento di pazienti in cui la chemio radioterapia non è bastata.

Gran parte dell’attività di ricerca biologica svolta nel reparto riguarda i tumori del distretto cervico-facciale, ma anche del rinofaringe, delle ghiandole salivari e dei seni paranasali. In anni recenti si è data molta importanza anche al ruolo del papillomavirus (in particolare dell’HPV-16) nello sviluppo dei carcinomi spino cellulari dell'orofaringe, al ruolo del recettore del fattore di crescita dell’epidermide (EGFR, Epidermal growth factor receptor) nei carcinomi spinocellulari e delle ghiandole salivari e del ruolo del gene p53 sia nei carcinomi spino cellulari sia negli adenocarcinomi.Sempre nell’ambito della ricerca biologica, il gruppo di Licitra studia anche il ruolo esercitato dalle citochine (fattori dell'infiammazione e dell'immunità) nelle differenti terapie. Sul fronte della ricerca clinica, uno degli interessi del gruppo riguarda le terapie di supporto, cioè quelle che contrastano gli effetti collaterali più gravi e il dolore.

Il reparto si attiva anche ogni volta che si presenta l’occasione di prendere parte a uno studio multicentrico su una terapia innovativa: nuovi chemioterapici o farmaci biologici da utilizzare sia in combinazione con la chemio- radioterapia sia nelle fasi più avanzate della malattia. “Un progetto che vorremmo realizzare consiste nello sviluppo di nuovi farmaci in fase preoperatoria, secondo un protocollo di ricerca condiviso a livello europeo da un’organizzazione di ricerca oncologica indipendente, l’EORTC (European Organisation for Research and Treatment of Cancer), per il quale potremmo reclutare pazienti italiani” spiega l’oncologa milanese, che in questa organizzazione dirige il gruppo che si occupa dei tumori della testa e del collo. “La cosiddetta ricerca ‘from bench to bedside’, dal laboratorio alla corsia, è molto costosa e impegnativa, e la strada più promettente è quella della cooperazione internazionale, che garantisce anche i massimi standard di qualità”.

“Il dialogo è fondamentale con gli altri professionisti ma anche con il paziente: bisogna essere certi non solo che sia in grado di sopportare la chemioterapia, ma anche che comprenda quali sono le opzioni terapeutiche” spiega Licitra, per la quale un impegno altrettanto importante è la diffusione di un’informazione aggiornata e basata sugli studi clinici di migliore qualità, rivolta al medico e al paziente, attraverso i corsi che tiene all’Università di Milano e il sito dedicato allo “stato dell’arte dell’oncologia in Europa” (www.startoncology. net), che ha contribuito a fondare qualche anno fa.

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