Pubblicazioni IFOM 2013

Pubblicazioni 2012

Nel 2013 IFOM ha pubblicato 68 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali, per un impact factor medio pari a 9,052 (calcolato sui 64 articoli pubblicati nelle riviste provviste di impact factor).

 

Tra le pubblicazioni del 2013 segnaliamo:

Una ricerca condotta da Stefano Casola, il cui risultato è stato pubblicato sulla rivista scientifica PLoS Genetics nel febbraio 2013 dal titolo “Cell Reprogramming Requires Silencing of a Core Subset of Polycomb Targets”. Lo studio condotto congiuntamente da Stefano Casola di IFOM e da Giuseppe Testa di IEO, segna un passo avanti verso l’ultimo traguardo della medicina rigenerativa: l’impiego a scopo terapeutico delle cellule staminali ottenute tramite riprogrammazione cellulare. Il meccanismo di riprogrammazione dell’identità cellulare trova nelle proteine della famiglia Polycomb, già note per il ruolo svolto nello sviluppo embrionale e nella formazione di tumori, il “timbro” indispensabile per indurre le cellule adulte a tornare allo stadio embrionale. La ricerca aggiunge un significativo contributo alle conoscenze sulla riprogrammazione cellulare nell’ottica di concretizzare le aspettative della medicina rigenerativa per la cura di diverse malattie, dalle lesioni d’organo alle patologie croniche, ai tumori.La ricerca è stata realizzata anche grazie al supporto, fra gli altri, di AIRC.

Una ricerca condotta da Simona Polo, il cui risultato è stato pubblicato sulla rivista scientifica Nature Structural & Molecular Biology nel maggio 2013 dal titolo “Structure of a ubiquitin-loaded HECT ligase reveals the molecular basis for catalytic priming”. La ricerca, condotta da IFOM in collaborazione con l’Unità di cristallografia a raggi X dello IEO, descrive una sofisticata tecnica affinata per catturare con un fermo immagine molecolare il processo coordinato dall’ubiquitina, proteina con un complesso ruolo di comunicazione cellulare, cruciale per la salute dell’organismo. Malfunzionamenti nel meccanismo di comunicazione gestito dall’ubiquitina possono infatti dare origine a tumori, come osservato nel carcinoma ovarico. La ricerca condotta in IFOM da Simona Polo è stata resa possibile anche grazie al sostegno, tra altri, di AIRC.

Una ricerca condotta da Elisabetta Dejana, il cui risultato è stato pubblicato sulla rivista scientifica Nature nel giugno 2013 dal titolo “EndMT contributes to the onset and progression of cerebral cavernous malformations”. La ricerca condotta da Elisabetta Dejana in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano identifica per la prima volta un possibile approccio terapeutico per curare i cavernomi cerebrali, una malformazione congenita o sporadica che può dare origine a emorragie cerebrali ed è fino ad oggi curabile solo tramite asportazione neurochirurgica. La scoperta individua in una terapia antiinfiammatoria e antitumorale la possibile cura per questa patologia poco nota ma molto meno rara di quanto si immagini: ne è potenzialmente affetta almeno una persona su 500. La ricerca condotta da Dejana è stata anche sostenuta da finanziamenti dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC).Data l’importanza che riveste la risposta cellulare ai danni al DNA tanto nei processi di invecchiamento quanto nella repressione e controllo dello sviluppo dei tumori nonché negli approcci terapeutici antitumorali, la scoperta potrebbe aprire delle promettenti prospettive interpretative e potenzialmente terapeutiche.
Lo studio è stato realizzato anche con il supporto di AIRC.

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