Pubblicazioni IFOM 2012

Pubblicazioni 2012

Nel 2012 IFOM ha pubblicato 81 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali, per un impact factor medio pari a 9,69 (calcolato sugli articoli pubblicati nelle riviste provviste di impact factor). 

 

Tra le pubblicazioni del 2012 segnaliamo:

Una ricerca condotta da Fabrizio d’Adda di Fagagna, il cui risultato è stato pubblicato sulla rivista scientifica Nature Cell Biology a marzo 2012, dal titolo: “Telomeric DNA damage is irreparable and causes persistent DNA-damage-response activation”. Lo studio svela l’esistenza nel patrimonio genetico di regioni completamente indifese, i telomeri, ovvero le estremità dei cromosomi che, accorciandosi a ogni ciclo di proliferazione delle cellule, segnano l’inesorabile passare del tempo e determinano l’invecchiamento cellulare. Considerando le connessioni tra senescenza e cancro, la ricerca apre interessanti prospettive nella comprensione di come i danni irreparabili che si accumulano nei telomeri siano in relazione con l’azione degli oncogeni durante la trasformazione tumorale e durante i tentativi della cellula di contrastarla. La ricerca è stata realizzata grazie anche al supporto di AIRC.

Una ricerca condotta da Manuela Gariboldi, il cui risultato è stato pubblicato sulla rivista scientifica Molecular Cancer Research ad aprile 2012, dal titolo “Microma profiling in colorectal cancer highlights mir-1 involvment in met-dependent proliferation”.La ricerca, condotta congiuntamente da IFOM e INT ha identificato piccoli interruttori che regolano la progressione del tumore del colon retto, una neoplasia che colpisce in Italia ogni anno oltre 50mila persone: si tratta di alcuni microRNA, piccole molecole di materiale genetico, che letteralmente  “spengono” i geni del nostro corpo e regolano le funzioni base della vita della cellula. I ricercatori e i medici dell’Istituto Nazionale dei Tumori e dell’IFOM, coordinati da Manuela Gariboldi, per la prima volta ne hanno individuati 23 specifici, che sono coinvolti nella crescita del tumore: se individuati nell’organismo potrebbero divenire uno strumento efficace per effettuare diagnosi precoce e diventare anche un nuovo bersaglio per terapie mirate.

Una ricerca condotta da Fabrizio d’Adda di Fagagna, il cui risultato è stato pubblicato sulla rivista scientifica Nature a maggio 2012 dal titolo “Site-specific DICER and DROSHA RNA products control the DNA-damage response”.La ricerca, condotta da Fabrizio d’Adda di Fagagna in collaborazione con il CNR di Pavia, l’IIT presso il Campus IFOM-IEO di Milano e il Riken Omics Science Center  di Yokohama in Giappone, ha individuato un nuovo e inatteso ruolo per l’RNA: difendere l’integrità e la stabilità del genoma. Lo studio dimostra infatti che una classe di RNA fino ad ora sconosciuta – i neobattezzati DDRNA – riveste un ruolo  chiave nell’attivazione degli allarmi molecolari necessari per salvaguardare il nostro patrimonio genetico quando si verificano danni al DNA scatenati da fattori interni od esterni. Data l’importanza che riveste la risposta cellulare ai danni al DNA tanto nei processi di invecchiamento quanto nella repressione e controllo dello sviluppo dei tumori nonché negli approcci terapeutici antitumorali, la scoperta potrebbe aprire delle promettenti prospettive interpretative e potenzialmente terapeutiche.

Una ricerca condotta da Giordano Liberi, il cui risultato è stato pubblicato sulla rivista scientifica Cell a novembre 2012 dal titolo “Senataxin associates with replication forks to protect fork integrity across RNA-polymeras-II-transcribed genes”.Lo studio, condotto da Giordano Liberi in collaborazione con il CNR di Pavia, conferma il ruolo chiave della senataxina nel regolare il processo di trascrizione e replicazione del Dna. La sua mutazione incide in due gravi malattie neurodegenerative e potrebbe avere un ruolo nella formazione dei tumori.
Lo studio è stato realizzato anche con il supporto di AIRC.

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